Recensione “La ragazza del passato”- Amy Gentry

Ben svegliati amici lettori, oggi ho un po’ di tempo a disposizione quindi ne approfitto per aggiungere le recensioni dei libri che ho avuto modo di leggere quest’estate. Non ho avuto molto tempo per leggere ma sono stata comunque produttiva; e voi? avete letto qualcosa sotto l’ombrellone? Il primo libro con cui vi tengo compagnia oggi è un bel thriller edito da Garzanti ovvero “La ragazza del passato“. Ho scoperto questo libro quasi per caso tra la mail delle nuove uscite in libreria e dopo aver letto la trama non me lo sono lasciata scappare!


88116725549788811672555-300x454La ragazza del passato

di Amy Gentry

TRAMA: È una splendida serata estiva in un quartiere di Houston. E a casa Whitaker tutto è tranquillo. Finché qualcuno non bussa alla porta. Sulla soglia compare una ragazza con grandi occhi blu e lunghi capelli biondi. È a piedi nudi. Ha il viso pallido, segnato dalla stanchezza. Ad Anna, però, quel viso è familiare. Non appena allunga le braccia per sorreggerla, ne è certa: è sua figlia Julie, scomparsa otto anni prima. Quella figlia che non vedeva l’ora di riabbracciare è finalmente tornata a casa sana e salva. Ma i dubbi non tardano ad arrivare e ben presto si fanno sempre più insistenti. Anna vorrebbe ignorarli. E invece l’accompagnano ovunque. Con quale coraggio osa solo pensare che quella ragazza spaventata non sia veramente sua figlia? Da madre attenta e premurosa, non può permettere che la minima incertezza faccia vacillare il suo cuore. Eppure c’è qualcosa di diverso in Julie. Piccoli dettagli e comportamenti che non le ricordano sua figlia. E allora Anna non può fare a meno di chiedersi se sia la verità quella che la ragazza racconta o sia tutta una montatura. Di domandarsi come mai salti le sedute dal terapista. O cosa c’entri in tutta questa storia il ritrovamento del corpo di una giovane in una casa dall’altra parte della città. Quando un investigatore privato la contatta dicendole di aver scoperto qualcosa, Anna non sa più cosa fare. E se Julie si stesse solo prendendo gioco di lei? Se non fosse veramente sua figlia? Anna non tarderà a scoprire che l’impossibile a volte è possibile. Perché non tutto è come sembra…

 

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Recensione

Come vi dicevo poche righe fa di questo libro mi ha colpito soprattutto la trama e sono state proprio quelle poche righe che mi hanno spinto ad acquistare ed a leggere il libro.  Mi è scattata la molla della curiosità e quindi eccomi qui a parlarvene.

Fin dalle prime pagine veniamo catapultati nel dramma della famiglia Whitaker: ci troviamo di fronte al momento in cui la figlia più grande Julie, di appena 13 anni, viene rapita nel cuore della notte da uno sconosciuto davanti agli occhi terrorizzati della sorella minore Jane. Questo è il momento in cui la vita della famiglia cambierà per sempre, il momento in cui Anna, la madre, perderà entrambe le sue figlie e tutto ciò che di più caro aveva.

Da questo momento passano otto anni e veniamo riportati nel presente. La piccola Julie non è mai stata trovata e dopo così tanto tempo si sono affievolite anche le sue ricerche. Ci troviamo di fronte ad una famiglia completamente devastata e distrutta che è rimasta unita da un filo molto sottile. Mano a mano che andiamo avanti con la lettura scopriamo come hanno affrontato la perdita i componenti dalla famiglia: la madre Anna è alla deriva più totale, consumata dall’alcol e dalle sedute di terapia, la figlia minore Jane ha smesso di parlare con la madre e sfoga la sua ribellione sfoggiando capelli dei colori più imprevedibili e tatuaggi fatti di nascosto dai genitori; e infine il padre, Tom che pare sia riuscito ad accettare la scomparsa della figlia e ad andare avanti. In questo bellissimo quadro familiare una mattina bussa alla loro porta una ragazza bionda con grandi occhi blu, molto trasandata e con i piedi scalzi: si presenta alla porta come la figlia Julie, scomparsa da otto anni ma che è riuscita a scappare e a ritornare a casa. Da qui ha inizio la vera e propria storia di questo thriller, da questa improvvisa ricomparsa in scena di una figlia scomparsa, quando ormai le speranze di tutti si erano spente.

Dopo il primo momento di felicità iniziale per aver ritrovato la propria figlia sana e salva, iniziano a nascere i primi dubbi nella mente della madre Anna: la ragazza è effettivamente sua figlia? oppure no? e la storia che ha raccontato alla polizia per spiegare il suo rapimento è vera oppure frutto di una bugia che nasconde una verità ancora più inquietante? Anna fa fatica ad accettare il ritorno della figlia e questi dubbi continuano a ronzargli nella testa. Ad aumentare la sua confusione ci pensa un investigatore privato che la contatta per comunicarle che è stato ritrovato un corpo di una bambina che potrebbe appartenere alla vera Julie e che quindi la ragazza che è tornata a casa è solo un’impostora che sta cercando di raggirarli. Ma è veramente così? Non voglio svelarvi altro perchè altrimenti vi rovinerei la trama del libro, quindi se volete scoprire chi sia effettivamente Julie non vi resta che leggerlo.

Ho apprezzato molto l’intreccio che ha costruito l’autrice in questo suo primo romanzo d’esordio: tutta la trama è ben costruita e non risulta banale o scontata. Ho trovato molto piacevole scorrere le pagine e incastrare di volta in volta i vari pezzi del puzzle per ricomporre tutti gli eventi degli otto anni trascorsi. Man mano che si procede con la lettura riusciamo a scoprire un dettaglio in più del passato di Julie e di cosa le sia successo in tutti gli anni della sua assenza ed in parallelo scopriamo cosa ha fatto la famiglia durante la sua assenza.

Tutto il libro è costruito alternando capitoli al presente, in cui la voce narrante è quasi sempre la mamma Anna con capitoli con uno sguardo al passato, in cui a parlare è la figlia Julie. Questo continuo intreccio tra passato e presente, tra madre e figlia, rende tutto più attivo e ti tiene incollato alle pagine spingendoti a continuare a leggere per capire tutto quello che è successo per arivare fino a quel momento.

Si tratta sicuramente di un thriller in cui la parte psicologica ha un ruolo rilevante e preponderante: in tutta la lettura possiamo assaporare e conoscere le difficoltà che è costretta ad affrontare la famiglia dopo la scomparsa della loro figlia, le crisi che sorgono e gli equilibri emotivi che diventano pressochè precari. Allo stesso modo vediamo come evolve il personaggio di Julie, una bambina che è costretta a diventare donna troppo presto e che fa di tutto per andare avanti spinta dallo spirito di sopravvivenza.

Oltre alla trama risultano molto ben pensati anche i personaggi che incontriamo: ho apprezzato sicuramente il personaggio di Anna e quello di sua figlia Julie. Entrambe portano dentro di sè mille sfaccettature che solo con lo scorrere delle pagine vengono fuori. Il loro rapporto è molto ben studiato e accurato ed è piacevole approfondire il loro legame. Mi è piaciuta anche la costruzione del personaggio di Jane, la sorella minore: in tutto il libro appare come in secondo piano, come se fosse stata dimenticata dal lettore e dalla famiglia; ma secondo me è proprio questo il punto di forza: l’autrice è riuscita ad esprimere il senso di abbandono della figlia minore che viene messa in secondo piano dopo la scomparsa di Julie. Anche se in secondo piano durante il passare dei capitoli possiamo vedere come evolve il rapporto di Jane con sua madre.

Concludendo vi consiglio vivamente la lettura di questo libro se cercate un thrille psicologico che vi faccia venire qualche dubbio su chi avete attorno. Io nel mentre attenderò un secondo libro di questa scrittrice esordiente!

✪✪✪✪✫


I romanzi di Amy Gentry

  • La ragazza del passato, 2017

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