Recensione “La città sepolta” – James Rollins

Buongiorno amici lettori,

come state? siamo arrivati al giro di boa della settimana e il week end è già quasi dietro le porte! Il caldo è tornato di prepotenza in quel di Milano e non possiamo far altro che cercare di sopportarlo. Questa mattina ho deciso di intrattenervi con un libro che ho finito di leggere ieri sera.

Mi riferisco a La città sepolta di James Rollins, il primo libro che rientra nella saga della Sigma Force e che vede come protagonista Painter Crowe.


la città sepoltaLa città sepolta

di James Rollins

 

TRAMA: L’esplosione che ha distrutto la Galleria Kensington del British Museum sembra non avere spiegazioni. Le ultime immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano una sfera di luce che, entrando in contatto con un antico manufatto, innesta una reazione devastante. Nessuno riesce a capire cosa abbia scatenato quel bizzarro fenomeno naturale, eppure Safia al-Maaz, la brillante curatrice della collezione araba, scopre tra le macerie un oggetto sorprendente, rimasto nascosto per millenni, un cuore di ferro con inciso un nome leggendario: Ubar, la città perduta della regina di Saba… Anche Painter Crowe, agente segreto della Sigma, partecipa alle indagini per individuare l’origine dell’esplosione. Ma quella che sembra un’affascinante sfida scientifica diventa improvvisamente una missione mortale quando una misteriosa organizzazione tenta d’impadronirsi del cuore di ferro: perché quell’oggetto è il primo indizio che conduce a un’immensa fonte d’energia, forse proprio la causa della scomparsa di Ubar, l’Atlantide del deserto, che secondo le leggende è stata sepolta da un’imponente tempesta di sabbia… Da Londra al golfo Persico, da Washington al deserto arabo, Painter e Safia dovranno affrontare non solo gli enigmi e i misteri del passato, ma anche un nemico implacabile, in una corsa contro il tempo per scongiurare una catastrofe senza precedenti.

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Recensione

La città sepolta è il primo capitolo della saga della Sigma Force, che vede come protagonista il giovane Painter Crowe, agente della Sigma.

Un esplosione, all’apparenza inspiegabile, distrugge un’intera ala araba del British Museum e richiama l’attenzione del governo e di una potente organizzazione segreta che ambisce ad avere il controllo del mondo. L’esplosione va ben al di là della semplice distruzione di antichi manufatti: all’interno dell’ala infatti, viene ritrovato un cuore di ferro con inciso sopra il nome della città di Ubar, la perduta città araba, che sembra custodisca il segreto che permetterebbe di scoprire una fonte di energia immensa ed inesauribile, la quale farebbe gola a molti. Da questo ritrovamento prende forma e parte la squadra protagonista di questa avventura alla ricerca della città perduta: Safia, l’archeologa responsabile e curatrice della sezione araba del British Museum; Kara, sovvenzionatrice della galleria curata dalla sua amica Safia, che desidera di far luce sulla morte del padre; Painter Crowe agente della Sigma insieme alla sua collega Coral; Omaha, archeologo esperto ed ex ragazzo di Safia, affiancato dal fratello Denny. Sul fronte opposto troviamo invece una spietata organizzazione segreta che sfrutta la stessa tecnologia della Sigma e che vuole impadronirsi della fonte d’energia ed una strana confraternita, formata da sole donne, con strani poteri che gli danno la possibilità di essere invisibili. Da qui ha inizio la loro avventura, ricca di azione, segreti e misteri che li porterà a scoprire l’antica città di Ubar e a svelare il segreto che essa custodisce da 2000 anni, in una folle corsa contro il tempo.

Mi sono avvicinata a questo libro quasi per caso, conoscevo l’autore ma non avevo mai preso in mano un suo libro quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. Devo essere sincera e ammettere che ho fatto molta fatica a leggere questo romanzo fino alla fine; ho pensato più di una volta di smettere di leggere, chiuderlo e passare a qualcosa che mi coinvolgesse di più. Non è proprio scattata la scintilla se mi concedete il paragone.

La storia, un mix tra realtà e mitologia, in alcuni passaggi mi è sembrata un po’ troppo surreale, tanto da perdere di credibilità. L’intreccio tra archeologia, misteri da svelare e rompicapi da risolvere per ritrovare la città perduta di Ubar con un sottofondo costante dell’elemento sovrannaturale è sicuramente una buona idea, peccato che lo svolgimento della storia non è stato all’altezza della carne messa sul fuoco. 

Il romanzo va avanti solo grazie all’azione, presente praticamente ad ogni pagina, ma non parlo di azione che ti lascia col fiato sospeso e che ti fa venir voglia di girare subito pagina per saperne di più e per vedere come si salveranno i protagonisti; parlo di un’azione già trita e ritrita fatta di inseguimenti continui e banali rapimenti in una corsa contro il tempo che però non è riuscita ad entusiasmarmi ed a coinvolgermi.

La storia viene spesso interrotta da digressioni tecnico-scientifiche o archeologiche molto accurate, che però appesantiscono e interrompono il ritmo del racconto: mentre leggevo mi sembrava di veder comparire dal nulla un Piero Angela in una puntata di Superquark che ti spiegava perché l’antimateria funziona in un certo modo piuttosto che in un altro, non so se rendo l’idea.

Probabilmente parte del mio disappunto è da far risalire allo stile di scrittura del romanzo: come ho già scritto ho fatto molta fatica a leggerlo; molte volte ho dovuto rileggere delle pagine perché credevo di aver perso dei passaggi per strada. Ha uno stile di scrittura che non mi ha preso, si passa dall’azione continua alle pause dovute alle lunghissime descrizioni tecniche che dopo un po’ ti fanno perdere il filo della storia. 

Altro punto a sfavore del romanzo sono sicuramente i personaggi che incontriamo lungo tutta la storia: ad essi non gli viene dato il giusto spessore, rimangono completamente piatti, privi di una qualsiasi sfumatura caratteriale che possa minimamente caratterizzarli; tutti i personaggi non vengono approfonditi in nessun modo; rimangono tutti di contorno alla storia, quasi ne facessero da cornice. In questo modo ho fatto davvero fatica ad instaurare un benché minimo legame con loro ed ha appesantito ancor di più la lettura.

Concludendo, ora come ora non mi sento di consigliare la lettura de La città Sepolta, in quanto io non sono riuscita a trovarlo all’altezza delle mie aspettative e non ha probabilmente rispecchiato i miei gusti letterari. Devo dire però che questo è il primo romanzo della saga quindi in futuro probabilmente darò una seconda occasione a James Rollins e vedremo se questa seconda opportunità  riuscirà a cambiare la mia opinione.

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I romanzi di James Rollins serie Sigma Force

  • La città sepolta, 2004
  • La mappa di pietra, 2005
  • L’ordine del sole nero, 2006
  • Il marchio di Giuda, 2007
  • L’ultimo oracolo, 2008
  • La chiave dell’Apocalisse, 2009
  • Il tempio del sole, 2011
  • L’oro perduto, 2011
  • L’eredità di Dio, 2012
  • L’occhio dell’inferno, 2013
  • Estinzione, 2014
  • Labirinto d’ossa, 2015
  • La settima piaga, 2017

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