Recensione “Non ditelo allo scrittore” – Alice Basso

Buon Lunedi amanti dei libri! Siamo purtoppo arrivati all’inizio di una nuova settimana: il week end è praticamente volato via! Ed io sono di nuovo qui a tenervi compagnia con l’ultimo libro che ho appena finito di leggere. Ho un po’ di rammarico perchè avrei voluto in tutta sincerità che durasse un po di più e invece, nonostante gli impegni di lavoro l’ho finito nel giro di due giorni, forse anche qualcosa meno. 😉 Di cosa sto parlando? Be ovviamente dell’ultimo libro di Alice Basso che vede come protagonista la nostra amata Vani Sarca.


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Non ditelo allo scrittore

di Alice Basso

TRAMA: A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata che Vani mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno.
Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.

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Recensione

Ed eccoci giunti al terzo libro della serie che vede come protagonista la nostra amata Vani Sarca, la ghostwriter ironica ed imprevedibile che ci fa sorridere con le sue avventure ed il suo tipico modo di fare. Basta prendere in mano il libro e leggere un capitolo per ritrovare la meraviglia di passare un po’ di tempo in compagnia di Vani: la bellezza di questa serie sta proprio nel personaggio di Vani; ti conquista dalla prima pagina e non riesci a farne proprio a meno.

Anche questa volta Vani si divide tra il suo lavoro da ghostwriter per l’edizioni l’Erica di Torino e le collaborazioni con il commissario Romeo Berganza. Per il ventennale del libro “Verrò a trovarti sul lago“, famoso romanzo storico che ha scalato i vertici di tutte le classifiche e che ha segnato la vita di un’intera generazione di lettori, Enrico Fuschi, redattore della casa editrice decide di pubblicare una nuova edizione di questo romanzo bestseller con l’aggiunta di aneddoti, appendici e bozze prese dalla prima stesura del libro.  Durante la ricerca di archivio per assemblare questo nuovo romanzo Enrico scopre che “Verrò a trovarti sul lago” è opera di un ghostwriter e non di Solimano, l’autore che tutti credevano fosse l’artefice del libro. Sarà compito di Vani scovare questo ghostwriter  e convincerlo ad uscire allo scoperto per poter organizzare la promozione del libro con la realtà sul vero autore. Perchè questo ghostwriter ha deciso di rimanere nell’ombra senza rivendicare la paternità del romanzo nonostante Solimano sia venuto a mancare da parecchi anni? Nonostante la bravura e l’istinto che caratterizzano la nostra protagonista, Vani dovrà farsi aiutare da Riccardo, lo scrittore che le ha spezzato il cuore nel primo romanzo e che in questo terzo capitolo della serie farà di tutto per riconquistarla, corteggiandola ai limiti dell’impossibile.

Dall’altra parte troviamo sempre il nostro commissario Berganza, che questa volta cercherà di tenere Vani il più lontano possibile dalle indagini, per non mettere a rischio la sua incolumità: il commissario deve vedersela infatti con una rete di trafficanti di droga, un caso molto complesso e allo stesso tempo incredibilmente pericoloso. Ma nonostante la sua riluttanza alla fine Berganza non potrà fare a meno dell’aiuto di Vani, della sua abilità nell’immedesimarsi nelle persone e nella sua capacità ci comprenderle con un solo sguardo. La parte investigativa  resta comunque in secondo piano rispetto al caso editoriale, ma non per questo meno interesante.

La Basso ha preferito dare spazio ad altri aspetti di Vani che erano rimasti celati nei precendenti romanzi: grazie a vari flashback che troviamo tra un capitolo e l’altro, veniamo portati indietro nel tempo di 10 anni, al tempo in cui Vani andava alle superiori. Qui possiamo conoscere una giovane Vani Sarca alle prese con la famiglia, il ragazzo del momento e la sua passione per i libri. Scopriamo qualcosa di più sul suo passato e arriviamo a conoscerla un po’ in profondità rispetto a prima e a rirovare quelle caratteristiche nel comportamento e nel carattere che tanto amiamo nella nostra protagonista: razionale, logica, in un’eterna lotta contro il mondo ma sempre con la sua immancabile ironia. In questo ultimo capitolo vedremo come la nostra ghostwriter dovrà fare i conti con i pochi legami che ha: con Morgana, che vede in Vani sempre più un punto di riferimento, con Riccardo che la corteggia assiduamente senza demordere e con l’immancabile commissario Berganza, che ha le sue stesse passioni e che la riempe di piccole attenzioni che non le sono del tutto indifferenti. In questo libro possiamo notare sicuramente una crescita del personaggio di Vani, una crescita soprattutto interiore.

Non ditelo allo scrittore è un libro di facile lettura e dallo stile inconfondibile: una volta iniziato non si riesce più a smettere. Il libro si può tranquillamente leggere anche senza aver avuto modo di scoprire i due libri precedenti: la penna di Alice Basso è in grado di farti entrare completamente nella storia ricollegando tutti i pezzi che potrebbero mancarvi. Io consiglio comunque  di leggere anche gli altri due, perchè di Vani non se ne ha mai abbastanza! 😉 E ora si aspetta con ansia il seguito!!

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Romanzi di Alice Basso con protagonista Vani

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