Recensione “La verità sul caso Harry Quebert” – Joel Dicker

Buon fine settimana e buona domenica! Questa settimana mi è proprio volata, complice il fatto che alla fine è stata un po’ spezzettata grazie alle feste. Io ho avuto modo di riposarmi tra un impegno e l’altro di lavoro, ma ho avuto anche modo di dedicarmi un po’ di più alla lettura. Me Felice! Qualche giorno fa ho deciso di riprendere in mano un libro che avevo letto un paio di anni fa, quando era appena uscito e oggi voglio condividere con voi la mia opinione in merito.


7129243_1667229La verità su caso Harry Quebert

Joel Dicker

TRAMA:Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

TITOLO: La verità sul caso Harry Quebert
AUTORE: Joel Dicker
EDITORE: Bompiani
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013
PAGINE: 775

Se volete acquistare il libro potete farlo da QUI


Recensione

Come vi ho ho scritto nelle prime righe di questo post, questo è un libro che ho avuto modo di leggere qualche hanno fa, poco tempo dopo la sua uscita nelle libreria. La decisione di riprenderlo in mano e rileggerlo è dipesa principalmente da due motivi che ora vi esporrò in maniera molto veloce. Primo motivo: lo scorso hanno è uscito nelle librerie il secondo romanzo dell’autore, Il libro dei Baltimore, acquistato quasi subito e appoggiato sugli scaffali della mia libreria altrettanto velocemente in attesa di essere letto. Siccome il libro vede come protagonista lo stesso Marcus Goldman che avevo avuto modo di apprezzare nel primo libro, ho preferito rileggere il primo romanzo per avere un filo logico ed essere sicura di non aver lasciato qualche pezzo per strada. Secondo motivo ma non meno importante: quando avevo letto il libro mi era davvero piaciuto, davvero davvero tanto e, rileggere la storia e le pagine in cui essa è contenuta è stato davvero piacevole, soprattutto perchè amo lo stile di Dicker, semplice, lineare e che riesce a non farti pesare il fatto che il libro sia lungo più di settecento pagine, non proprio un  libricino insomma. 😉

Ma veniamo alla trama di questo primo romanzo. Marcus è uno scrittore, diventato famoso grazie al suo primo romanzo d’esordio, libro che ha venduto milioni di copie e che lo ha portato all’apice del successo; lo stesso Marcus però ora si trova a dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore, il terrore della pagina bianca. Pressato dalla casa editrice e dalla scadenza ormai imminente per la consegna del suo secondo romanzo, decide di passare qualche giorno ad Aurora, a casa di un suo vecchio amico e mentore, Harry Quebert, anche lui scrittore divenuto famoso in tutta America grazie al romanzo “Le origini del male“. Ma un giorno il suo caro amico viene accusato di un omicidio di una ragazzina di quindici anni, Nola, avvenuto 30 anni prima, nel 1975. Il suo cadavere viene ritrovato sepolto nel giardino di Harry e accanto a lei la polizia ritrova una copia del manoscritto Le origini del male. Tutte le prove sembrano portare ad un unica soluzione: Harry è il colpevole di questo truce omicidio. Ma sarà davvero così? Marcus crede ciecamente nell’innocenza del suo insegnante e non può far altro che iniziare una sua personale indagine per scagionare il suo caro amico.

Cosa mi è piaciuto di questo libro? Sicuramente lo stile di scrittura; come vi dicevo il libro, nonostante la lunghezza si legge facilmente e scorre che è una meraviglia. Dicker ha una scrittura semplice, chiara e molto lineare, che riesce a mantenere viva la tua attenzione nonostante il libro non sia proprio breve breve. A questo si aggiunge sicuramente una trama molto ben costruita ed articolata: non troviamo molti personaggi nel corso della storia, ma nonostante questo l’autore è riuscito nell’impresa di mantenere sempre molto alta la mia soglia di attenzione e con la lista dei possibili sospetti che continuava a variare di capitolo in capitolo. I personaggi poi sono un’altro punto a favore di questo romanzo: l’autore è riuscito a dare il giusto spessore ad ognuno di loro mano a mano che facevano la loro comparsa all’interno della storia. Le donne in questo libro sono le protagoniste indiscusse: hanno il potere e il pieno controllo sulla vita degli uomini che le circondano; a partire da Nola, passando per sua madre o semplicemente buttando un occhio su Tamara Queen, la proprietaria della caffetteria di Aurora, possiamo notare come queste donne riescano a tenere le redini di tutto quello che gli sta intorno senza fare il minimo sforzo: sono loro che decidono e loro che dominano in maniera incontrastata. Il personaggio di Nola è uno di quelli che ho apprezzato di più; nonostante noi abbiamo modo di scoprirla solo attraverso i ricordi e le ricostruzioni delle persone che hanno avuto modo di conoscerla quando era ancora in vita, il suo personaggio è ben delineato e molto complesso. L’autore è riuscito a darle una miriade di sfaccettature ed a renderla protagonista nonostante sia un personaggio che vive nei ricordi degli altri personaggi del libro. Ho apprezzato un po’ meno la descrizione dell’amore e della storia d’amore che nasce e vede coinvolti Harry e la giovane Nola: ho trovato l’intero rapporto un po’ sempliciotto e banale, un tipico amore adolescenziale. Il che secondo me andrebbe bene finché fosse visto solo con gli occhi di Nola, in fondo era un’adolescente quando si innamora di Harry, ma non l’ho concepito da parte di Harry che all’epoca dell’inizio della loro storia è un giovane trentenne. I loro dialoghi e i loro rapporti sono davvero semplici e un po’ stucchevoli e questo mi ha fatto un po’ torcere il naso. Ma è solo un piccola pecca che ho trovato all’interno di questo romanzo, facilmente rimpiazzabile dal meraviglioso rapporto che c’è tra Harry e Marcus: Harry è un mentore per il nostro Marcus, un consigliere, un amico fidato e anche un padre. Il loro è un rapporto speciale che abbiamo modo di apprezzare e scoprire andando avanti con la lettura.

All’inizio di ogni capitolo troviamo dei consigli sulla scrittura, sulla vita e sulla box: alcuni mi hanno fatto sorridere, soprattutto quelli sulla scrittura di un buon libro. Sono pensieri che condivido e apprezzo e mi ha fatto molto piacere rileggerli. Altro piccolo spot a favore di questo libro e poi concludo: una volta finito il libro andate a leggere i ringraziamenti: la prima volta che ho letto il libro non l’avevo fatto ma questa volta si e devo dirvi che ne sono rimasta piacevolmente colpita.Penso di avervi detto tutto e non credo ci sia il bisogno di dirvi che questo è un libro che mi sento di consigliarvi vivamente. Alla prossima!

✪✪✪✪✫


Romanzi di Joel Dicker

  • La tigre, 2005
  • La verità sul caso Harry Quebert, 2012
  • Gli ultimi giorni dei nostri padri, 2015
  • Il libro dei Baltimore, 2016
  • La scomparsa di Stephanie Mailer, 2018

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