Recensione “Nelle terre estreme” – Jon Krakauer

Una nuova settimana è arrivata ed ha portato con se un calo delle temperature che mi ha costretto a tirar fuori il mio armamentario di sciarpe, guanti e cappelli di lana. Siamo ormai a metà novembre, ma non avrei disdegnato qualche altro giorno con delle temperature lievemente più alte. La vostra settimana è iniziata per il meglio? Io nel mentre ho deciso di tenervi compagnia con l’ultimo libro che ho appena finito di leggere.


nelle terrre estremeNelle terre estreme

Jon Krakauer

TRAMA: Nell’aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell’Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbattè quasi per caso in questa vicenda, rimanendone quasi ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista “Outside” che suscitò enorme interesse. In seguito, con l’aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l’America all’inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche.

TITOLO: Nelle terre estreme
AUTORE: Jon Krakauer
EDITORE: Corbaccio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 gennaio 2008
PAGINE: 267

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Recensione

La mia scelta di leggere questo libro è scaturita principalmente dalla voglia si saperne un po’ di più delle vicende che hanno riguardato la vita di Chris McCandless. Avevo trovato molto interessante il film Into the wild del 2007, diretto da Sean Penn e tratto proprio da questo romanzo e mi interessava conoscere in maniera più approfondita la storia di questo ragazzo per comprendere appieno cosa lo aveva spinto ad intraprendere un’avventura così ardua e pericolosa. Si sa nella maggior parte dei confronti tra il libro e il film, il libro ha sempre la meglio sulla resa cinematrografica, ma in questo caso mi sento di dissentire. Si sa che i film tratti da romanzi il più delle volte hanno la necessità di tagliare alcune parti o di riadattare la storia per una miglior resa finale, ma non è questo il caso; il film rispecchia pari passo tutto quello che viene narrato nel libro e così la mia voglia di saperne un po’ di più sulla vita di Chris ahimé si è affievolita pagina dopo pagina.

Ma come sempre partiamo con ordine e in breve vi racconto l’intento di questo libro. Il libro nasce dalla voglia dell’autore di ricostruire la vita, ma soprattutto il viaggio che ha spinto un giovane laureato a lasciare tutti i suo averi, la sua famiglia e gli amici per andare alla ricerca della sua libertà a diretto contatto con la natura selvaggia. Poco dopo il ritrovamento del corpo di Chris, a Krakauer viene affidato il compito di scrivere un articolo sulla rivista Outside: articolo che suscita una forte curiosità sia nei lettori che nel giornalista stesso; curiosità che spingerà poi Krakauer ad iniziare un impegnativo lavoro di ricerca e ricostruzione della vita del giovane Chris. Il risultato di tre anni di ricerche è proprio questo libro. Un libro che cerca di mettere in luce i motivi che hanno spinto Chris a partire, dal suo rapporto controverso con i genitori alla sua voglia di libertà, fino a cercare di comprendere i motivi che lo hanno portato alla sua morte. Il lavoro non si è rivelato semplice, anzi. Quando Chris decise di partire per questo suo lungo viaggio, lo fece nel silenzio più assoluto: partì senza comunicare a nessuno la sua meta ne tanto meno la data del suo presunto ritorno: parti e basta lasciandosi tutto e tutti alle spalle. La ricostruzione dei due anni compiuta dall’autore deriva dalle poche tracce lasciate dallo stesso Chris: cartoline spedite in maniera sporadica, un diario rinvenuto accanto al corpo di Chris e le testimonianze e i racconti delle persone che hanno avuto modo di incontrarlo durante il suo viaggio.

La difficoltà però che ho riscontrato in questo libro risiede nel fatto che non ho trovato una narrazione fluida e scorrevole. Krakauer, da giornalista, ha scritto il libro con uno stile molto più vicino al reportage che ad una narrazione. Ci troviamo di fronte ad una ricostruzione dei fatti vera e propria, senza alcun tipo di fronzolo. La storia di Chris ci viene riportata quasi come un semplice fatto di cronaca, nel quale si alternano aneddoti riguardanti la vita dell’autore. Altra difficoltà nella lettura del romanzo l’ho riscontrata nel cercare di seguire un filo logico, cosa che manca all’interno di questo libro. Durante la lettura infatti si passa di palo in frasca: partiamo con il ritrovamento del corpo per poi finire catapultati in una traversata nel deserto compiuta da Chris, per poi ritornare al periodo in cui viveva ancora a casa con i suoi. Quello che manca è una vera e propria ricostruzione lineare di quello che è successo. Allo stesso modo vengono descritti dei paesaggi di incredibile bellezza ma che a fatica si riescono a comprendere con una semplice lettura. Io devo dire che sono stata aiutata nella ricostruzione grazie alla precedente visione del film: mentre leggevo riuscivo a ricollocarmi all’interno della storia grazie alle immagini che avevo visto in precedenza nel film.  Sono riuscita a leggere il romanzo in maniera “semplice” solo perché di base avevo già un filo da seguire dettato dal film, quindi ogni volta che leggevo e scoprivo una parte della sua storia sapevo dove collocarlo. Credo che ci si avvicini alla lettura dei questo romanzo senza aver avuto modo di approcciarsi prima al film, probabilmente incorrerà in qualche difficoltà.

Il romanzo in alcuni tratti è riuscito ad emozionarmi: ho apprezzato la volontà dell’autore di cercare in tutti i modi la spiegazione che ha spinto Chris a lasciare tutto e partire, senza per forza etichettarlo come la maggior parte delle persone. Dai più Chris viene visto come un ragazzo che si è cercato la morte, che ha peccato di spavalderia, un folle, un imprudente morto per arroganza e stupidità. Krakauer cerca invece di comprendere le sue motivazioni, in qualche modo si rivede in quel giovane ragazzo (da questo scaturiscono gli aneddoti relativi alla giovinezza del giornalista) e cerca di rendergli in qualche modo giustizia. Cerca di scavare più nel profondo, facendoci conoscere la sua famiglia, esplorando il suo carattere e la sua difficile personalità. Krakauer ammette di non essere stato imparziale nella ricostruzione dei fatti: pur limitando al minimo la sua intrusione, si capisce senza alcuna difficoltà quale schieramento ha deciso di prendere nei confronti di questa storia. Ed anche la sottoscritta, dopo aver letto il romanzo è riuscita a capire da che parte schierarsi.

In questo caso, come forse avrete già capito, mi sento di consigliarvene la lettura solo dopo aver visto il film; più avanti vi scriverò un post dedicato al film, così condividerò con voi in maniera più approfondita il mio parere. Alla prossima!

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Romanzi di Jon Krakauer

  • il silenzio del vento, 1990
  • Nelle terre estreme, 1997
  • Aria sottile, 1998
  • In nome del cielo. Una storia di fede violenta, 2003
  • Dove gli uomini diventano eroi, 2010
  • Senza consenso, 2016

 

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