Recensione “Uno studio in rosso” – Conan Doyle

Buon lunedì e buon inizio settimana a tutti! Con l’inizio della settimana ho deciso di aprire una nuova sezione del blog dedicata ai grandi classici della letteratura italiana e straniera. Questa mia decisione nasce dalla voglia di arricchire un po’ il mio bagaglio letterario iniziando a prendere in esame quei libri che sono considerati a tutti gli effetti dei capisaldi della letteratura. Mi sono resa conto, mio malgrado, che molto spesso ho accantonato e rimandato la lettura di un grande classico preferendogli qualche libro di qualche autore contemporaneo; ma credo che sia ormai giunta l’ora per me di cambiare prospettiva e ampliare la mia conoscenza andando a ripescare qualche chicca da passato.


uno studio in rossoUno studio in rosso

Arthur Conan Doyle

TRAMA:“Uno studio in rosso”, pubblicato nel 1887, è il primo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle sulle avventure del detective Sherlock Holmes. Assistiamo qui al primo incontro tra Holmes e il dottor Watson, che diventerà il suo inseparabile compagno di avventure e che fa anche le veci della voce narrante. In questa vicenda, che si dipana tra la Londra brumosa in cui avvengono due misteriosi delitti e le pianure del west americano sedi vent’anni prima degli eventi che li spiegano, il celebre detective dà già una prova memorabile delle sue straordinarie capacità analitiche e deduttive.

TITOLO: Uno studio in rosso
AUTORE: Arthur Conan Doyle
EDITORE: Demetra
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 maggio 2010
PAGINE: 160

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Recensione

Per questa nuova sezione del blog ho deciso di iniziare con un libro non troppo impegnativo che mi ha piacevolmente sorpreso e colpito. Tutti credo conoscano il personaggio nato dalla penna di Conan Doyle, ovvero l’intramontabile detective Sherlock Holmes. Prima di leggere questo libro la mia conoscenza di Holmes si fermava a quanto avevo appreso da film e serie tv nel corso degli anni che vedevano questo detective, un po’ fuori dal comune, protagonista di vicende ed avventure sensazionali. La lettura di questo primo romanzo l’ho trovata davvero avvincente e geniale sotto molti punti di vista. 

In questo primo romanzo prende vita e forma uno dei personaggi più carismatici della storia della letteratura, il detective Sherlock Holmes. Un personaggio a dir poco brillante, con un’intelligenza ed una capacità di analisi e deduzione fuori dal comune, capace ogni volta di lasciarti a bocca aperta per la facilità con cui riesce a risolvere i casi che per la maggior parte delle persone paiono irrisolvibili. Holmes è la chiave del successo di questi romanzi che lo vedono protagonista, il loro punto di forza. Nel corso della lettura di questa sua prima avventura, abbiamo modo di apprezzare il suo modo di ragionare ed analizzare ciò che lo circonda. Diciamolo francamente: la mente di Holmes è un mondo a sè stante ed ogni volta che la mette in funzione è un puro piacere per noi lettori. Non ci si annoia mai nel vederlo all’opera, con la sua capacità di svelare i segreti più reconditi con un semplice sguardo. Durante il corso della lettura si ha poi modo di apprendere molte nozioni a livello scientifico e culturale, che fanno parte del bagaglio di conoscenze di Holmes e che, di volta in volta, condivide con il suo pubblico.

Altro punto di forza di questo romanzo è il personaggio del dottor Watson, spalla e compagno del detective Holmes; in questa prima avventura vediamo nascere questa strana coppia, da qui prende il via la loro amicizia, la loro “convivenza” e la loro collaborazione. Un rapporto, il loro, davvero unico e particolare, molto ben costruito e che affascina in ogni momento. Per essendo due persone così diverse, insieme formano un duo stratosferico e difficilmente paragonabile.

La mia impressione dopo aver finito di leggere questo libro è che i romanzi di Conan Doyle possono tranquillamente essere definiti intramontabili: il personaggio di Holmes è sempre attuale, nonostante sia passato più di un secolo dalla pubblicazione di questo primo romanzo. Non ho fatto nessuna fatica ad immergermi nella Londra di fine ottocento, e ad apprezzare tutto quello che mi circondava. La stile di scrittura di Doyle è semplice ed efficace, capace di tenere vivo l’interesse del lettore dalla prima all’ultima pagina, nonostante le numerose nozioni impartite di volta in volta da Sherlock.

Il mio primo approccio con il mondo del classico devo dire che è andato a buon fine e sono davvero soddisfatta della lettura intrapresa. Non posso fare altro che consigliare la lettura di questo meraviglioso libro: non ne rimarrete delusi. Ci risentiamo il prossimo mese con un altro classico della letteratura.

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Romanzi di Arthur Conan Doyle (ciclo Sherlock Holmes)

  • Uno studio in rosso, 1887
  • Il segno dei quattro, 1890
  • Il mastino di Baskerville, 1902
  • La valle della paura, 1915

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