Recensione “Gemina” – Amie Kaufman, Jay Kristoff

Buon pomeriggio lettori! E buon penultimo giorno dell’anno! Siete già in fase preparativi per il cenone di domani? Oppure è ancora presto? Io ho appena finito di lavorare ed ora posso finalmente rilassarmi per un po’ di giorni prima di riprendere il lavoro. Con questo post di oggi si concludono le recensioni per il mio 2017. Il mese di Dicembre, che mio malgrado si è rivelato abbastanza deludente a livello di letture, si conclude però con quest’ottimo libro (me felice!)


7811412_2750671Gemina

Amie Kaufman, Jay Kristoff

TRAMA: Hanna sapeva che traslocare in una stazione spaziale ai confini della galassia sarebbe stato un brutto colpo per la sua vita mondana. Nessuno però le aveva detto che sarebbe potuto costarle la vita. La saga di «Illuminae File», cominciata con le peripezie di Kady ed Ezra, prosegue a bordo della stazione spaziale Heimdall, dove due nuovi protagonisti dovranno affrontare le conseguenze di una seconda offensiva BeiTech. Hanna è la viziatissima figlia del capitano della stazione, Nik il rampollo di una famigerata famiglia di criminali. Alle prese con la vita di bordo nella stazione spaziale più noiosa della galassia, i due non possono certo immaginare che Kady Grant e la Hypatia sono in viaggio verso la Heimdall con la notizia dell’invasione di Kerenza. Quando una squadra d’assalto della BeiTech invade la stazione, Hanna e Nik saranno costretti a collaborare per difendere quella che è ormai diventata la loro casa. A complicare tutto, la presenza di predatori alieni che fanno fuori l’equipaggio un uomo alla volta. Hanna e Nik capiranno presto che in gioco non c’è soltanto la propria sopravvivenza: nelle loro mani hanno il destino di tutti i passeggeri della Hypatia, e forse dell’universo intero. Tranquilli, però. Hanno tutto sotto controllo. Almeno sperano.

TITOLO: Gemina. Illuminae file_02
AUTORE: Amie Kaufman, Jay Kristoff
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 ottobre 2017
PAGINE: 659

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Recensione

Sono proprio contenta di aver chiuso il mio anno ed il mese di Dicembre con questo libro, avevo proprio bisogno di leggere qualcosa di bello, qualcosa che mi coinvolgesse e mi intrigasse durante la lettura.

Alla fine di Illuminae avevamo lasciato la nostra coppia di eroi, Ezra e Kady, a bordo della nave spaziale Hypatia: sfuggiti dall’attacco sul pianeta Kerenza da parte della corporazione della Bei-Tech, dopo rocambolesche avventure ed inseguimenti vari, i nostri due protagonisti erano finalmente riusciti a ricongiungersi ed a partire alla volta della stazione di salto Heimdall, pronti a testimoniare i crimini compiuti dalla Bei-Tech. Questo secondo volume della serie però, non vede al centro della storia Ezra e Kady: veniamo catapultati a bordo della Heimdall, mentre la Hypatia si trova a 15 giorni di viaggio di distanza dalla stazione di salto. Quando ho iniziato a leggere il libro devo ammettere di essere rimasta un po’ spiazzata nel non essermi ritrovata davanti la coppia che mi aveva fatto emozionare tanto nel primo romanzo; non avevo letto la sinossi di Gemina, quindi non sapevo minimamente cosa aspettarmi, o meglio mi aspettavo di riprendere il racconto dallo stesso punto in cui l’avevo lasciato e con gli stessi protagonisti. E invece il punto di partenza c’era, i protagonisti no. In questo secondo libro conosciamo una nuova coppia di eroi, Hanna e Nik, che nel giro di poche pagine riusciranno a farci sentire un po’ meno la mancanza di Ezra e Kady; Hanna è la principessa, la figlia viziata e perfetta del capo della stazione Heimdall: lei è bellissima, educata, è brava a scuola… insomma è la figlia che, almeno all’apparenza, tutti vorrebbero avere. E poi c’è Nik, il servo, il suo opposto in tutto e per tutto: un giovane contrabbandiere infiltrato nella stazione insieme alla sua losca organizzazione della Casa dei Coltelli. Non hanno niente in comune, probabilmente non si sarebbero nemmeno mai rivolti la parola se non fosse che Hanna ha il vizietto di sballarsi ogni tanto e Nik è il suo spacciatore di fiducia. E saranno proprio loro, con le loro diversità al centro della narrazione di Gemina. Non voglio svelarvi altro della trama perché credo che questo libro vada scoperto e apprezzato pagina dopo pagina, senza sapere minimamente cosa si celi nella pagina successiva.

Le mie aspettative su questo secondo libro non sono rimaste deluse; una volta concluso Illuminae ero rimasta davvero soddisfatta da quello che avevo appena finito di leggere e sono davvero contenta di aver ritrovato la stessa atmosfera che avevo lasciato nel primo libro. Non è facile descrivere quello che ti lascia Gemina: è un libro unico nel suo genere come il precedente, fuori dal comune, con una trama semplice, ma che riesce lo stesso a conquistarti pagina dopo pagina. Anche qui la grafica assume un ruolo predominante e riesce a rendere questo libro a dir poco spettacolare: un vera e propria perla da sfoggiare con orgoglio nella propria libreria. In questo libro si aggiungono poi le meravigliose illustrazioni di Marie Lu, che danno al libro un tocco un po’ più umano e realistico e ci distraggono dai vortici, dai codici e dagli schemi tecnici che avevamo apprezzato nel primo volume.

Lo schema narrativo di Gemina è pressoché identico a quello incontrato in Illuminae: la difesa è affidata ad una coppia di ragazzi che si ritrovano ad avere le caratteristiche necessarie per far fronte alla squadra di assalitori mega accessoriati e super addestrati; ritroviamo conti alla rovescia che partono, si fermano, ripartono… E poi ci sono le invasioni, gli agguati, gli attacchi, il pericolo di morte sempre dietro l’angolo  colpi di scena a non finire. Insomma, tutto quello che avevamo trovato in Illumina lo ritroviamo anche qui. Ma, anche se lo schema narrativo si è rivelato qualcosa di già visto devo ammettere che non mi sono annoiata: nonostante la somiglianza riscontrata, la storia che ci viene proposta riesce ad avere una sua forza ed una sua indipendenza senza correre il rischio di sembrare banale. Le ambientazioni vengono solo accennate e quindi bisogna far lavorare molto la fantasia per riuscire ad immedesimarsi in quello che si sta leggendo ed apprezzare appieno tutta la storia. Una volta entrati nel mondo di Gemina, immaginarsi all’interno della Heimdall risulta davvero semplice e man mano che si scorrono le pagine si ha l’impressione di essere davvero all’interno della stazione di salto.

In questo libro mi sono appassionata alle vicende di Hanna, come del resto mi ero affezionata a Kady nel primo libro; gli autori sono in grado di farti cambiare idea sui personaggi che incontri nel giro di poco. All’inizio mal sopportavo la presenza di Hanna: la trovavo un po’ troppo snob per i miei gusti; ma devo ammettere che nel giro di qualche pagina ho imparato a conoscerla ed apprezzarla. Mi sono ritrovata a fare il tifo per lei e ha soffrire insieme a lei. La bravura degli autori secondo me, sta proprio nel riuscire a fare entrare questi personaggi nel tuo cuore: ti affezioni a loro, gli vuoi bene; sono quei personaggi che una volta che hai concluso il libro un po’ ti mancano, come se avessi salutato un caro amico.

Arrivando alla conclusione di questo post possiamo dire sicuramente che Gemina si pone come un libro di raccordo, l’anello mancante che collega Illuminae al gran finale. Nei primi due romanzi abbiamo avuto modo di conoscere tutti i personaggi chiamati in causa in questa storia: abbiamo conosciuto gli eroi e abbiamo conosciuto il nemico e sappiamo cosa è in grado di fare. Tutto è pronto per il gran finale. Non ci resta che aspettare per sapere come andrà a finire. 

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Romanzi di Amie Kaufman, Jay Kristoff (Illuminae file serie)

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