Recensione “Shining” – Stephen King

Buon sabato e buon ultimo week end d’inverno! Cosa avete in programma per oggi? Io come al solito sono ricca di impegni ma prima di scappare per dedicarmi alle innumerevoli cose che mi aspettano, vi lascio con la mia recensione su Shining! 🙂


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Stephen King

TRAMA: L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

TITOLO: Shining

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Bompiani

DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 Settembre 2017

PAGINE: 592

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Recensione

Fino ad oggi i libri di Stephen King che ho avuto il piacere di leggere, si possono contare sulle dita di una mano. Ogni volta mi riprometto di recuperare qualche altro suo libro, ma poi inevitabilmente mi dedico ad altre letture; quindi sono veramente felice di aver trovato il tempo di leggere un suo grande classico: shining.

Jack Torrance, trentenne alcolizzato, uomo dall’indole violenta e vicino a toccare il fondo della sua vita, prova a riscattarsi davanti agli occhi della sua famiglia accettando l’incarico come custode invernale presso l’Overlook Hotel. Parte quindi, insieme a sua moglie ed al figlioletto Danny, verso l’Hotel, con la voglia di risalire la china e riprendere in mano le redini della sua vita. Ma molto presto le entità che vivono all’interno dell’Overlook si risvegliano e vedono proprio in Jack una preda facile: vogliono usarlo per riuscire a mettere le mani sui poteri straordinari del figlio Danny. Queste entità maligne, che popolano i corridoi e le stanze dell’hotel, usano le paure più profonde e le debolezze delle loro vittime, mentono e lusingano, fanno false promesse solo per ottenere quello che più bramano; ma questa volta, molto probabilmente, non hanno tenuto conto della forza racchiusa nel piccolo Danny.

Come in molti altri romanzi di King, oltre alla solita dose di paura ed orrore che caratterizzano e rendono unici i suoi romanzi, ritroviamo la tematica del difficile rapporto che lega padre e figlio, complice probabilmente il vissuto dell’autore (il padre di Stephen lasciò la famiglia per i problemi familiari che vi erano al suo interno, quando King aveva solo due anni). Jack e Danny hanno un rapporto complesso e difficile da riassumere in poche righe: il bambino ama sua madre, ma in ogni sua azione cerca sempre l’approvazione di suo padre; fa di tutto, si impegna, cerca di dare il massimo per essere amato da Jack. Ed anche il padre non è da meno: quando si accorge che le forze maligne dell’hotel vogliono il suo bambino, lui lotta, combatte per cercare di tenerlo al sicuro. Grazie alle profonde descrizioni psicologiche dei personaggi che ritroviamo all’interno del romanzo scopriamo la continua voglia di riscatto di questo padre, che in passato ha sbagliato, più e più volte, ma che cerca di rimediare, di riscattarsi davanti agli occhi della sua famiglia e di suo figlio.

Ci troviamo di fronte ad un classico dell’orrore, uno di quelli capaci di farci sussultare pagina dopo pagina con immagini irreali ed impossibili ma che, grazie alla penna dell’autore risultano essere talmente nitide da sembrarci in tutto e per tutto credibili. Un orrore classico, fatto di siepi che si trasformano in animali mostruosi che si muovono, in maniera quasi impercettibile, ma tu lo sai che si stanno muovendo, non può essere tutto frutto solo della tua immaginazione. Sensazioni ed impressioni minacciose che si mescolano e si intrecciano con delle minacce concrete. Lo stile di King è unico e inconfondibile: la sua innata capacità di mixare il reale con l’elemento sovrannaturale, e la sua abilità nel creare dei personaggi così concreti che sembra quasi di conoscerli da sempre.

Unica nota negativa che mi sento di attribuire a questo romanzo è forse l’eccessiva lentezza narrativa che ho riscontrato all’inizio del libro. Per oltre duecento pagine non succede quasi nulla; King preferisce soffermarsi sulla psiche dei personaggi e sul loro passato. Ci da modo di conoscerli e comprenderli più nel profondo, lasciando lo svolgimento della trama solo ad un secondo momento.

A parte questa piccola postilla negativa il romanzo resta senza ombra di dubbio un libro di cui ne consiglio la lettura.

✪✪✪✫


Romanzi di Stephen King

  • Carrie, 1974
  • Le notti di Salem, 1975
  • Shining, 1977
  • L’ombra dello scorpione, 1978
  • La zona morta, 1979
  • L’incendiaria, 1980
  • Cujo, 1981
  • Christine – La macchina infernale, 1983
  • Unico indizio: la luna piena, 1983
  • Per Sematary, 1983
  • Gli occhi del drago, 1984
  • Il talismano, 1984
  • It, 1986
  • Misery, 1987
  • Le creature del buio, 1987
  • La metà oscura, 1989
  • Cose preziose, 1991
  • Il gioco di Gerald, 1992
  • Dolores Claiborne, 1992
  • Insomnia, 1994
  • Rose Madder, 1995
  • Il miglio verde, 1996
  • Desperation, 1996
  • Mucchio d’ossa, 1998
  • La tempesta del secolo, 1999
  • La bambina che amava Tom Gordon, 1999
  • L’acchiappasogni, 2001
  • La casa del buio, 2001
  • Buick 8, 2002
  • Colorado kit, 2005
  • Cell, 2006
  • La storia di Lisey, 2006
  • Duma Key, 2008
  • 22/11/63, 2011
  • Joyland, 2013
  • Doctor Sleep, 2013
  • Revival, 2014
  • La scatola di bottoni di Gwendy, 2017
  • Chizmar, 2017
  • Sleeping beauties, 2017
  • The outsider, 2018
  • Elevation, 2018

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