Recensione “Le assaggiatrici” – Rosella Postorino

Buon venerdì lettori! Settimana ricca di post e di impegni questa! Finalmente è venerdì e il week end lo vedo già dietro l’angolo che mi aspetta! 🙂 Anche oggi giornata di recensioni: vorrei tenervi compagnia con un libro uscito ad inizio anno e che finalmente sono riuscita a leggere.


le assaggiatriciLe assaggiatrici

Rosella Postorino

TRAMA: La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura”, dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.

TITOLO: Le assaggiatrici
AUTORE: Rosella Postorino
EDITORE: Feltrinelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 Gennaio 2018
PAGINE: 285

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Recensione

“La paura entra tre volte al giorno, sempre senza bussare, si siede accanto a me, e se mi alzo mi segue, ormai mi fa quasi compagnia.”

Scrivere il mio pensiero su questo romanzo non è facile: mi sono trovata davanti ad un libro dalle tematiche forti e che mi ha messo di fronte ad un lato della nostra storia che non conoscevo. Prima di leggere l’opera della Postorino non avevo mai sentito parlare di Margot Wölk, l’unica sopravvissuta delle 15 ragazze che, durante la seconda guerra mondiale, erano state assoldate dal Führer per assaggiare i suoi pasti principali, e verificare, a costo della loro stessa vita che quest’ultimi non fossero stati contaminati da del veleno. Una parte della storia celata, tenuta nascosta fino al 2014, quando la stessa Margot, ha deciso di raccontare la sua esperienza e dare testimonianza di quello che aveva passato. E proprio dalla sua storia che nasce e prende ispirazione il personaggio di Rosa Sauer, la protagonista di questo libro.

Nell’autunno del ’43 Rosa, costretta ad abbandonare Berlino per sfuggire ai bombardamenti, si trasferisce a Gross-Partsch a casa dei suoceri, a pochi passi dalla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler.  Suo marito Gregor, è occupato a combattere sul fronte russo, la guerra è all’apice della sua atrocità. Rosa viene assunta, insieme ad altre 9 giovani donne,  per diventare una delle assaggiatrici di Hitler: scortata dalle SS, ogni giorno, il suo compito sarà quello di provare i pasti che verranno successivamente serviti al Führer, per assicurarsi che quest’ultimi non siano stati contaminati. Una routine che si ripete tutti i giorni, tre volte al giorno, senza possibilità di scampo.

Attraverso l’abilità narrativa dell’autrice scopriamo un mondo nuovo e veniamo completamente calati all’interno di questa realtà agghiacciante: impariamo a conoscere il ruolo delle assaggiatrici, costrette a ingerire tutti i piatti che gli venivano messi davanti agli occhi, giorno per giorno, senza alcuna possibilità di poter esprimere il proprio dissenso, rischiando, di volta in volta di essere avvelenate:  una vera e propria roulette russa a suon di pranzi. Grazie alla sua penna ci sembra quasi di essere sedute accanto a loro, di vivere le loro paure e le loro angosce, come se fossero le nostre. Pagina dopo pagina riusciamo a comprendere ogni singola emozione che traspare da queste donne, costrette a svolgere un compito ingiusto e crudele; nonostante vengano pagate, si percepisce nitidamente che la realtà è ben diversa: siamo di fronte alla segregazione, alla prigionia. L’autrice scava all’interno delle loro paure, dei loro rapporti e ci lascia con un senso di smarrimento, di vuoto.

Viene posta l’attenzione, o meglio la non attenzione nei confronti della donna: nel corso dei capitoli ci si accorge come l’identità delle dieci assaggiatrici si vada affievolendo sempre più. Non sono più donne, non contano nulla agli occhi delle SS e del mondo, smettono di esistere; passano dall’essere donne con mariti, figli, famiglie, desideri e sogni, a macchine al servizio del Führer, oggetti inanimati utili ad un solo scopo.

Un romanzo intenso, vero, capace di scatenare un mare di emozioni; una storia che  lascia un po’ di amaro in bocca e che fa riflettere, paragrafo dopo paragrafo. Mi spiace solo per la conclusione: rispetto al resto della narrazione l’ho trovata un po’ troppo frettolosa; ma ciò non toglie nulla alla bellezza di questo romanzo, che merita di essere letto.

✪✪✪✪✫


Romanzi di Rosella Postorino

  • La stanza di sopra, 2007
  • L’estate che perdemmo Dio, 2009
  • Il corpo docile, 2013
  • Le assaggiatrici,2018

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