Recensione “La narratrice sconosciuta” – Brunonia Barry

Buon pomeriggio e buon venerdì amici lettori. Anche oggi torno a farvi compagnia con la mia opinione su un libro un po’ particolare, che mi aveva conquistato per la trama ma che poi, si è rivelato un mezzo flop. Vediamo insieme di cosa si tratta.


narratrice sconosciutaLa narratrice sconosciuta

Brunonia Barry

TRAMA: Il buio è appena calato avvolgendo Salem nel suo manto scuro. Callie ha sette anni appena ed è sola sulla scogliera che domina la baia. Non dovrebbe essere lì. È troppo pericoloso. Poi all’improvviso sente uno strano grido e lo spettacolo che si presenta ai suoi occhi la lascia senza parole: tre donne sono state uccise. Solo Rose, la più anziana del gruppo, riesce a scappare e a portare Callie in salvo. 
Sono passati vent’anni da quel terribile evento. Anni in cui Callie ha fatto di tutto per dimenticare e vivere una vita il più possibile normale. Ha promesso a sé stessa che non avrebbe più messo piede a Salem, il luogo dei suoi incubi. Eppure, sente che per lei è arrivato il momento di tornare là dove tutto è cominciato. Perché un ragazzo è stato trovato senza vita, e prima della fine un grido ha squarciato il cielo nero. Quello stesso grido che ha sentito da bambina e torna sempre a tormentarla. Ora non può permettere che Rose venga condannata per qualcosa che non ha commesso. La Rose che lei conosce, e che anni addietro le ha salvato la vita, non avrebbe mai osato fare del male a nessuno. Ne è sicura. Così come ne è sicuro l’ispettore Rafferty, incaricato di occuparsi del caso. A Callie allora non resta altra scelta che far luce sulla verità. Una verità che ha radici in quella terribile notte sulla scogliera, dove si è compiuto un destino ancora avvolto nel mistero e che ora ha bisogno di essere svelato. Costi quel che costi. 

TITOLO: La narratrice sconosciuta
AUTORE: Brunonia Barry
EDITORE: Garzanti Libri
DATA DI PUBBLICAZIONE: 07 Settembre 2017
PAGINE: 469

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Recensione

“Io non sono una strega più di quanto lei sia un mago e, se mi togliete la vita, Dio vi darà sangue da bere.”

Salem. Callie, all’età di sette anni sola su una scogliera con il mare in tempesta, avverte un grido feroce, un presagio di quello che sta per accadere: tre donne da li a poco verranno uccise ed il carnefice rimarrà avvolto nel mistero. Da quell’evento tragico sono ormai passati quasi vent’anni, e Callie, ormai venticinquenne, sta cercando di mettere il passato alle spalle, di dimenticare tutto il male e di ricostruirsi una vita ed un angolo di felicità lontano da Salem. Ma si sa, il passato torna sempre a bussare alla tua porta, a riscuotere il suo pegno; e Callie non può fare altro che rispondere a questa chiamata e tornare a lì, dove tutto è iniziato.

In questa storia si mescolano molti componenti: il reale si intreccia con il soprannaturale, creando un alone di mistero e magia dall’inizio alla fine della storia. Molti elementi, che troviamo sparsi nei capitoli, derivano dalla tradizione e dal folkore popolare; un idea interessante e carina, nata probabilmente dalla voglia di dare un pizzico di realtà in più alla trama. Alla lunga però, devo ammettere che non ho apprezzato il grande mix di generi che si trova all’interno del romanzo. Il libro nasce principalmente come un giallo: un mistero da risolvere, un triplice omicidio ed un colpevole da scovare. A questo però l’autrice ha voluto aggiungere l’elemento fantasy, a tratti macabro, l’occulto e la tradizione popolare. Se il mix di generi poteva dare un esito intrigante e diverso rispetto al  classico giallo, il risultato, almeno in questo caso, non è riuscito ad entusiasmarmi. Mi è sembrato quasi di trovarmi di fronte ad un bel calderone sul fuoco, dove sono stati aggiunti tutti gli ingredienti trovati a portata di mano, senza buttare nemmeno l’occhio sul dosaggio.

L’intera storia si svolge a Salem, cittadina americana nota per la caccia alle streghe, dove l’occulto e la magia continuano ad aleggiare tra le strade. Le descrizioni dei luoghi, curate nei minimi particolari, derivano da una profonda conoscenza dell’autrice degli ambienti narrati;  riescono a trasmettere quell’alone di mistero e magia legato alla città, incuriosendo e stuzzicando la nostra fantasia di lettore. Se le descrizioni degli ambienti sono state curate alla perfezione, altrettanto non si può dire dei personaggi: li ho trovati inconsistenti, privi di spessore, non sono riusciti a trasmettermi nulla e questo ha fatto si che l’intera lettura scorresse a rilento.

Probabilmente il libro non era nelle mie corde fin dall’inizio e devo ammettere di aver fatto un bel po’ di fatica ad arrivare all’ultima pagina del libro, spinta unicamente dalla voglia di dare un nome al colpevole.  Un libro che non mi sento di bocciare su tutta la linea ma che, se si fossero usati alcuni accorgimenti in più, sicuramente sarebbe riuscito a conquistato un po’ di più.

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Romanzi di Brunonia Barry

  • La lettrice bugiarda, 2010
  • La narratrice sconosciuta, 2017

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