Recensione “L’uomo che visse un giorno” – Hakan Nesser

In questo piacevole giovedì sera rieccomi di ritorno con una nuova recensione di uno dei libri letti durante le mie vacanze. Questa volta ci spostiamo nei paesi del nord, curiosi di scoprire il romanzo?

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L’uomo che visse un giorno

Håkan Nesser

TRAMA: Un tranquillo mattino un duplice omicida esce di prigione. Sono dodici anni che non mette piede fuori di quelle mura. Prende la sua valigia e si incammina. Quasi un anno dopo, durante una gita scolastica, una bambina rinviene il corpo di un uomo, privo di testa, mani e piedi. Che cosa collega i due fatti? Dalle prime indagini emerge che si tratta del cadavere di Leopold Verhaven, ex stella dell’atletica leggera, caduto in disgrazia in seguito a uno scandalo sul doping e rilasciato otto mesi prima, dopo aver scontato una condanna per l’omicidio di un’ex fidanzata. Il commissario Van Veeteren e i suoi collaboratori della Centrale di polizia di Maardam cominciano così a scavare nei meandri della vita di una persona apparentemente qualunque, nel suo passato, nella sua solitudine… A poco a poco si delinea il ritratto di una personalità complessa, sfaccettata, e insieme emergono le tracce di un terribile segreto che ha segnato per sempre la vita di molte persone.

TITOLO: L’uomo che visse un giorno
AUTORE: Håkan Nesser
EDITORE: Guanda
DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 Novembre 2016
PAGINE: 281

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Recensione

Devo ammettere che mi risulta abbastanza difficile dare un giudizio su questo romanzo; sono un amante del noir, del thriller e del mistero in genere e, dopo aver finito questo libro, mi sono ritrovata a inevitabilmente a fare dei confronti con tutto quello che ho letto fino ad oggi e, ahimè, questo libro non ha letto il confronto.

Ci troviamo di fronte ad una trama che vede il protagonista, il commissario Van Veeteren, relegato ad un ruolo secondario in quanto reduce da una malattia. Il vero caso viene seguito e gestito da altri investigatori. Quello che manca è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi: restano tutti su uno strato superficiale, come se fossero delle semplici comparse all’interno dell’intero romanzo e, se si esclude l’approfondimento che viene effettuato nei confronti del commissario Van Veeteren, degli altri personaggi sappiamo poco o nulla.

Uno stile narrativo che sicuramente non è riuscito a conquistarmi, complice lo stile della narrazione ed i troppi nomi presenti all’interno della storia, che non hanno fatto altro che rallentare la mia lettura, già di per se poco partecipe. Ho notato una mancanza da parte dell’autore nel coinvolgere il lettore pienamente all’interno dei luoghi e nelle vicende narrate. L’intera vicenda ci viene presentata con una sorta di distacco, probabilmente voluto, e questo ha fatto sì che non riuscissi ad entrare in empatia con le vicende narrate.

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