Recensione “1984” – George Orwell

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George Orwell

TRAMA: 1984. Il mondo è diviso in tre immensi superstati in perenne guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, la cui capitale è Londra, la società è governata dal Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa. I suoi occhi sono le telecamere che spiano di continuo nelle case, il suo braccio la psicopolizia che interviene al minimo sospetto. Tutto è permesso, non c’è legge scritta. Niente, apparentemente, è proibito. Tranne pensare. Tranne amare. Tranne divertirsi. Tranne vivere, insomma, se non secondo gli usi e costumi imposti dall’infallibile e onnisciente Grande Fratello, che nessuno ha mai visto di persona. Dal loro rifugio, in uno scenario desolante da Medioevo postnucleare, solo Winston Smith e Julia lottano disperatamente per conservare un granello di umanità…

TITOLO: 1984
AUTORE: George Orwell
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 Giugno 2016
PAGINE: 333

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Recensione

Uscito per la prima volta nel 1949 il romanzo si svolge in un futuro prossimo (il 1984 per l’appunto); il potere dell’intero mondo è diviso in tre grandi super stati: Oceania, Estasia ed Eurasia. A capo di tutto il potere c’è il Grande Fratello, un’entità onnisciente ed infallibile che controlla tutto e tutti. Nessuno lo ha mai visto, ma le sue immagini campeggiano sui manifesti delle strade e sui teleschermi di ogni casa. Smith, il protagonista nonché la voce narrante dell’intera storia, lavora al ministero della Verità, ed il suo compito è quello di censurare tutti i testi che non sono in linea con al politica ufficiale del momento. Nonostante Smith sappia di essere sorvegliato e controllato in ogni singolo istante della sua vita, decide di iniziare a condurre una vita sovversiva, sperando di conservare un un briciolo di umanità.

Una volta terminato questo romanzo devo ammettere di essere rimasta un po’ destabilizzata da quanto avevo appena finito di leggere. Molti sono gli spunti di riflessione che sorgono inevitabilmente nel corso della storia, che fanno sorgere domande e hanno bisogno di tempo per poter sedimentare. Sicuramente quello che traspare con più evidenza è l’attualità di questo testo: tutto quello che ci viene presentato, nonostante l’autore ci mostri un totalitarismo estremo, risulta essere molto attuale.

La società che ci viene presentata vive sotto il controllo estremo da parte delle autorità: la libertà del singolo cittadino non esiste, ogni azione viene controllata, ogni parola registrata, il grande fratello conosce ogni spostamento ed ogni mossa che viene compiuta dal singolo cittadino. Se ci soffermiamo un attimo a pensare a quanto possiamo essere controllati noi, basti pensare alla semplice geo localizzazione o alle pubblicità mirate che ci compaiono mentre navighiamo su internet, iniziano a sorgere le prime riflessioni su quanto sia effettivamente ampia la nostra libertà.

Quello che mi ha colpito maggiormente all’interno del romanzo è il sostanziale annichilimento di tutta la società: i cittadini eseguono quello che gli viene imposto dal grande fratello, sono manipolati dal potere al vertice, non hanno la possibilità di esprimere il proprio pensiero: solo il grande fratello può decidere cosa dire/pensare/credere, non c’è via di scampo. Come non è possibile pensare ad una rivolta per sovvertire il sistema, il Grande Fratello ha pensato a tutto. Orwell ci presenta questo mondo totalitarista, ci spiega nel dettaglio come funziona l’intera società e, grazie all’invenzione della neo lingua, ci lascia con l’amaro in bocca mostrandoci come non sia possibile distruggere questo regime. Con la neo lingua infatti, si ha una vera e propria aberrazione della lingua stessa: sono poche le parole che rimangono all’interno del lessico, parole semplici con le quali non è possibile formulare frasi e pensieri complessi. E, se il singolo non è in grado di formulare un pensiero complesso, non sarà nemmeno in grado di pensare a qualcosa di estremamente elaborato come una rivolta.  Winston Smith fa parte di questa società e attraverso i suoi occhi ed i suoi pensieri, scopriamo ogni singolo dettaglio di questo mondo; il corso delle sue azioni e dei suoi pensieri ci mostra in maniera impeccabile tutta la forza del Grande Fratello e della sua immensa potenza nell’omologare e plasmare gli individui a proprio piacimento.

Nel romanzo sono presenti ulteriori spunti e concetti da cui trarre altre riflessioni: consumismo, produzione dei beni e successiva distribuzione, la guerra come elemento costante e la manipolazione dei dati e della realtà. Tutti temi che messi insieme nello stesso romanzo ci restituiscono una realtà agghiacciante.

Orwell ha scritto un romanzo visionario, spietato ed a tratti inquietante, ma sicuramente molto reale. Lo stile del romanzo si sposa perfettamente con quanto si sta leggendo: uno stile crudo, tagliente, che non concede nessuna leggerezza nemmeno a livello lessicale. L’autore non si risparmia l’utilizzo di termini espliciti per rendere ancora più cruda l’intera narrazione.

Un romanzo che mi ha scosso molto, che ha fatto sorgere un sacco di domande sui limiti delle nostre libertà (dalla semplice privacy quotidiana alla libertà di pensiero); un romanzo attuale che merita di stare sugli scaffali delle nostre librerie.

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Romanzi di George Orwell

  • Senza un soldo a Parigi e Londra, 1933
  • Giorni in Birmania, 1934
  • La figlia del reverendo, 1935
  • Fiorirà l’aspidistra, 1936
  • La strada di Wigan Pier, 1937
  • Omaggio alla Catalogna, 1938
  • Una boccata d’aria, 1939
  • La fattoria degli animali, 1945
  • 1984, 1949
  • Una storia da fumoir, 1949

 

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