Recensione “La sposa scomparsa” – Rosa Teruzzi

7172769_1874616La sposa scomparsa

Rosa Teruzzi

TRAMA: Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera quarantasei anni portati magnificamente ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa.

TITOLO: La sposa scomparsa
AUTORE: Rosa Teruzzi
EDITORE: Sonzogno
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 Settembre 2016
PAGINE: 171

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Recensione

Carmen Minardi, una donna in procinto di sposarsi, scompare misteriosamente dall’oggi al domani, senza lasciare traccia di sè. A ventisei anni dalla sua scomparsa, la madre non riesce ancora a darsi pace per la perdita della figlia e decide quindi di rivolgersi a Vittoria, una giovane agente di polizia, sperando di far finalmente luce su questo dramma. Vittoria vive insieme alla madre Libera ed alla nonna Iole: quest’ultime, nonostante le rimostranze dell’agente di polizia, decideranno di iniziare una loro indagine personale e scoprire la verità sulla scomparsa di Carmen, riaprendo un caso ormai chiuso da anni.

Quella che ci troviamo di fronte è una piacevole storia fatta di indagini, intrighi e misteri in una grigia e piovosa Milano. Per chi come me frequenta la metropoli milanese ogni giorno da svariati anni, si sentirà un po’ a casa in questo libro. Le ambientazioni descritte in queste pagine sono pressoché perfette, molto realistiche e dettagliate, dal numero del tram che ti porta in centro fino alle descrizioni dei singoli quartieri. Un’ambientazione curata che fa da sfondo all’indagine di queste novelle investigatrici.

Proprio le tre protagoniste sono il fulcro di questo romanzo: Vittoria, Libera e Iole. Al centro di questo romanzo infatti non ritroviamo tanto il giallo, quanto le personalità di queste tre protagoniste, un trio molto variegato che vi rimarrà impresso fin dalle prime pagine. Tre donne completamente diverse, un mix esplosivo ma capace di emozionare. Libera, mamma di Vittoria, è la tipica mamma chioccia, vedova e con la paura che possa accadere sempre qualcosa a sua figlia. Una madre protettiva, dotata di una forte empatia e di un grande cuore; sicuramente il personaggio più tenero del trio. La nonna Iole, dal canto suo, è uno spirito libero: un’arzilla quasi settantenne con un profondo animo hippie. Il suo personaggio è unico nel suo genere, non potrete non innamorarvi di Iole e delle sue innumerevoli frecciatine e del suo infinito amore per la vita. Il personaggio che è rimasto un po’ più nelle retrovie e con il quale non sono riuscita ad entrare in perfetta sintonia è quello di Vittoria. La giovane donna risulta la più fredda del trio, distante quasi dal dolore di chi viene a chiederle una mano. Una donna che, nonostante la sua giovane età, ha già sofferto molto, ed ha preferito costruirsi una corazza intorno per difendersi dagli altri eventuali colpi che la vita potrebbe infliggergli. Queste tre donne non potrebbero essere più diverse di così, ma insieme costituiscono un trio completo, capace di fare ogni cosa. Il romanzo ci lascia la voglia di conoscere ancora più a fondo queste tre protagoniste e di seguirle nuovamente in un’altra indagine.

A tutto questo si unisce un ritmo narrativo leggero ma allo stesso tempo incalzante: una lettura che scorre piacevolmente e che vi farà passare un paio d’ore in compagnia di questo trio alquanto imprevedibile.

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Romanzi di Rosa Teruzzi

  • La sposa scomparsa, 2016
  • La fioraia del giambellino, 2017
  • Non si uccide per amore, 2018

 

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