Recensione “Il rumore della pioggia” – Gigi Paoli

9788809829190_0_0_1430_75Il rumore della pioggia

Gigi Paoli

TRAMA: Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo di Giustizia, quando apprende una notizia davvero ghiotta per un cronista di giudiziaria a corto di esclusive: all’alba, in un antico palazzo di via Maggio, la prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré coltellate l’anziano commesso del negozio di antichità religiose più rinomato di Firenze. Un caso molto interessante anche perché il palazzo è di proprietà della Curia e sopra al negozio ha sede l’Economato. Marchi si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di tirar fuori uno scoop e chiudere finalmente la bocca al direttore del Nuovo Giornale. Sempre correndo come un pazzo, intendiamoci, perché a casa c’è Donata, la figlia di dieci anni che inizia a lanciare i primi segnali di un’adolescenza decisamente in anticipo. Ma stavolta conciliare il ruolo di padre single con quello di reporter d’assalto sembra davvero un’impresa disperata: sì, perché c’è tutto un mondo che ruota intorno al delitto di via Maggio e le ipotesi che si affacciano sono sempre più inquietanti. Su tutte, l’ombra della massoneria, che in città è prospera e granitica da secoli. E l’inchiesta corre veloce in una Firenze improvvisamente gotica e oscura.

TITOLO: Il rumore della pioggia
AUTORE: Gigi Paoli
EDITORE: Giunti editore
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 Ottobre 2017
PAGINE: 256

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Recensione

“Ma secondo lei sono tante ventitré coltellate? Perché mi sa che ce l’avevano davvero parecchio con quel pover’uomo steso di là sul mio tavolo”

La prima cosa che ho pensato una volta concluso Il rumore della pioggia è stata: ” dov’ero io quando è uscito questo libro? Perché non avevo la più pallida idea dell’esistenza di questo romanzo?” Come avrete già intuito il libro è stato di mio gradimento, ma partiamo con ordine ed andiamo a vedere il perché di tanto entusiasmo.

Il rumore della pioggia è il primo romanzo della serie che vede come protagonista Carlo Maria Marchi, giornalista di cronaca giudiziaria, padre divorziato con una figlia (Donata) ad un passo dall’adolescenza. Ci troviamo a Firenze. In una piovosa mattina di novembre, al pian terreno del palazzo dell’economato della curia, dove si trova uno dei più storici ed  antichi negozi di antiquariato, un uomo viene brutalmente assassinato. E si sa, un omicidio fa sempre notizia e, per un giornalista come Marchi, è l’occasione giusta per scrivere degli ottimi articoli per il giornale per il quale lavora.

In questo noir, fresco e molto originale, la prima cosa che salta all’occhio e colpisce è sicuramente la scelta di seguire le indagini da un punto di vista differente. Mettete da parte i commissari e gli ispettori che tanto amate: qui, tutto il lavoro di ricerca e lo stesso svolgimento delle indagini ci viene raccontato tramite il mondo del giornalismo. Un mondo parallelo, che lavora incessantemente per cercare di rimanere sul pezzo. E Marchi, nel suo lavoro, è proprio bravo. Grazie al giornalista di cronaca giudiziaria infatti, si riesce a comprendere un po’ di più l’immenso mondo che si cela dietro la carta stampata. Grazie a lui, seguiremo lo svolgersi delle indagini, ma con uno sguardo diverso: Marchi ci racconterà la stessa storia da più punti di vista, cercando di mostrare ai lettori del giornale (e a noi)  le innumerevoli sfaccettature di questo omicidio, aggiungendo un tassello diverso ogni giorno.

Difficile, se non impossibile, non entrare in sintonia con il personaggio di Marchi: un uomo ironico, carismatico ma allo stesso tempo imperfetto. Il suo senso dell’umorismo  vi conquisterà fin da subito. Un uomo che deve (o almeno cerca) di conciliare il lavoro con la sua vita privata, compito tutt’altro che semplice. Ho apprezzato davvero tanto questa doppia faccia della stessa medaglia del protagonista: da un lato il giornalista che mette tutta la sua anima e la sua passione in un lavoro faticoso, fatto di orari improbabili ed enormi sacrifici. Dall’altra un padre con tanti difetti ma che ha fatto diventare sua figlia il centro della sua vita.

A fare da sfondo a questo noir troviamo la città di Firenze. Una città grigia, cupa, completamente lontana dall’immaginario della città d’arte ricca di fascino. Il rumore della pioggia è il suono costante ed ininterrotto che accompagna il lettore lungo la storia; una pioggia incessante infatti è quella che si abbatte sulla città fiorentina dalla prima all’ultima pagina del romanzo. Una pioggia fitta, costante, che ti entra dentro, e che contribuisce a creare l’ambientazione perfetta per questo romanzo. La città di Firenze, con questa pioggia interminabile, non ci viene raccontata e descritta con gli occhi del turista, ma con quelli di Marchi, che la vive tutti i giorni. Una Firenze nuova, completamente da scoprire insieme a lui.

Un romanzo davvero ben scritto, coinvolgente, che si legge tutto d’un fiato. La scrittura di Paoli è pulita, semplice e diretta. Una narrazione capace di trasportare il lettore all’interno della vicenda con molta naturalezza, rendendolo partecipe delle indagini senza farlo mai sentire un semplice spettatore. Una scrittura davvero minuziosa e attenta, capace di rendere vive le scene descritte nelle pagine.

Sono davvero soddisfatta di questo primo capitolo della serie, mi ha convinto sotto ogni punto di vista; mi ha coinvolto, mi ha fatto sorridere grazie alla giusta dose di ironia saggiamente calibrata all’interno della trama. E il giornalista Marchi è un personaggio che ho adorato dal primo momento. Non mi resta altro da fare che consigliarvi la lettura di questo noir e mettermi qui buona buona ad aspettare il corriere con il secondo romanzo. Ebbene si, l’ho già ordinato! 🙂


Romanzi di Gigi Paoli (cronache da Gotham)

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