Recensione “Nel mare ci sono i coccodrilli” – Fabio Geda

7696710_2245597Nel mare ci sono i coccodrilli

Fabio Geda

TRAMA: Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età.Questa è la sua storia.

TITOLO: Nel mare ci sono i coccodrilli. La vera storia di Enaiatollah Akbari
AUTORE: Fabio Geda
EDITORE: Baldini + Castoldi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 Aprile 2010
PAGINE: 155

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Recensione

Con questo romanzo prende il via la mia partecipazione alla BET Reading challenge organizzata da La biblioteca dei desideri. Il primo della roulette ha dato come responso la lettura di un libro pubblicato nel 2010. Ed io, nella miriade di libri in arretrato da leggere ho scelto Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda, una biografia non molto lunga ma ricca di emozioni.

Fabio Geda ci racconta la storia vera di Enaiatollah Akbari, un bambino costretto a lasciare il suo paese, l’Afghanistan, la sua famiglia e tutte le sue certezze per sfuggire al regime totalitario dei talebani. Un bambino, di soli dieci anni, costretto a rinunciare all’età della fanciullezza, a diventare adulto dall’oggi al domani, a crescere prima del previsto. Mi sono trovata di fronte ad un romanzo che trasuda la voglia di libertà da ogni pagina. Attraverso il dialogo tra Enaiatollah e Geda ripercorriamo tutte le tappe che hanno condotto questo bambino verso la sua nuova vita in Italia; un viaggio costellato da innumerevoli tappe (Afghanistan, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia ed infine l’Italia) e da numerose difficoltà. Enaiatollah infatti lotta ogni giorno per la sua sopravvivenza, la fatica non lo spaventa: disposto a sottomettersi ed affrontare anche i lavori più umili e faticosi pur di rimanere aggrappato alla speranza di un futuro migliore.

Parlare di personaggi del libro in questo romanzo non mi sembra appropriato: Enaiatollah esiste e quello che leggiamo in queste pagine è il suo vissuto, il suo passato, la sua memoria, che lo accompagnerà sempre. Quello che posso dirvi è che di Enaiatollah ho apprezzato il suo coraggio, la sua voglia di non arrendersi mai. Un bambino, ormai uomo, che ha tutta la mia stima. Allo stesso modo ho apprezzato un suo pensiero: non contano i luoghi ma le azioni. Durante diversi passaggio del libro, Geda cerca di far soffermare Enaiatollah sui luoghi, sulle persone che lo circondavano durante questo suo viaggio verso la libertà. Ma puntualmente Enaiatollah risulta evasivo perchè per lui, contano più i gesti, descrivere le azioni piuttosto che perdere tempo nel soffermarsi sui luoghi dove questi gesti importanti sono avvenuti.

Queste tematiche e questo vissuto sono raccontate attraverso un dialogo a due, molto scorrevole e di facile lettura. Uno stile semplice che permette al lettore di apprezzare il racconto di Enaiatollah e di percorrere insieme a lui questo viaggio nella sua memoria.

Un libro che nel suo piccolo si dimostra una grande testimonianza di quello che devono affrontare giorno per giorno quelli che noi chiamiamo semplicemente con il nome di clandestini. Un romanzo che con le sue 155 pagine da modo di riflettere sui motivi che spingono una persona ad abbandonare la propria casa, le proprie radici per cercare quella serenità che per noi è  il nostro quotidiano.


Romanzi di Fabio Geda

  • Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani, 2007
  • L’esatta sequenza dei gesti, 2008
  • Nel mare ci sono i coccodrilli, 2010
  • L’estate alla fine del secolo, 2011
  • Se la vita che salvi è la tua, 2014
  • Anime scalze, 2017

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