Recensione “L’incubo di Hill House” – Shirley Jackson

 

TRAMA: Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague. È la Casa – con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole – a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.

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TITOLO: L’incubo di Hill House
AUTORE: Shirley Jackson
EDITORE: Adelphi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 03 Giugno 2016
PAGINE: 233

Recensione

“La casa era spregevole e Eleanor rabbrividì appena la vide. Il pensiero sgorgava libero e le diceva: Hill House è infame, è malata. Fuggi finché sei in tempo.”

Al centro della storia troviamo Hill House, una dimora della famiglia Sanderson, la cui fama di casa maligna ed infestata da presenze oscure, fa sì che la casa stessa sia abbandonata e mal vista da tempo immemore. Il dottor Montague, studioso del paranormale, decide di intraprendere un esperimento all’interno di Hill House, invitando alcuni personaggi singolari a trascorrere un periodo di tempo all’interno della villa, monitorando i comportamenti della casa e degli ospiti che si tratterranno al suo interno.

La protagonista principale dell’intera vicenda è Eleanor, voce narrante di questa storia ed ospite del dottor Montague. Eleanor è un personaggio davvero intrigante e particolare. Una donna introversa che ha scelto di rifugiarsi in un mondo immaginario creato all’interno della sua mente piuttosto che far fronte alla realtà. Una scelta di vita ed una ricerca di evasione dovuta al suo passato tutt’altro che felice: anni passati a prendersi cura della madre malata, costretta a chiedere ospitalità alla sorella dopo la sua dipartita, con il sentore di essere sempre fuori luogo e non accettata dalla sua famiglia. E quando non ti senti amato, rifugiarsi in un mondo migliore creato con la propria immaginazione sembra la soluzione più comoda. L’arrivo dell’invito del professor Montague, sarà per Eleanor una manna dal cielo: finalmente la libertà che tanto sognava sembra aver bussato anche alla sua porta.

Altri due ospiti accettano l’invito del dottore: Theodora e Luke. La prima è una giovane donna, il cui fascino non passa inosservato; sicura di sé e capace di essere sempre la protagonista della scena. L’opposto di Eleanor in tutto e per tutto. Luke Sanderson invece è il più prossimo erede della proprietà di Hill House: la sua presenza all’interno della dimora è dovuta ad una clausola dell’attuale proprietaria per permettere lo svolgimento dell’intero esperimento.

Ma al centro di tutta la narrazione e protagonista indiscussa di questo romanzo è Hill House, la dimora centenaria che dissemina il terrore in tutti gli abitanti dei villaggi vicini i quali si tengono il più possibile a distanza da questa casa cupa e maligna. Il passato di Hill House è ricco di episodi sinistri: morti assurde, presenze ostili, pazzia dilagante in coloro che hanno vissuto al suo interno; tutti elementi che hanno fatto diventare la dimora un luogo da evitare come la peste. L’intera casa sembra essere viva, ha la capacità di essere contemporaneamente la mente ed il braccio all’interno degli eventi che si susseguono al suo interno. La casa osserva i suoi ospiti, li ascolta, si insinua nelle loro paure, fa leva sulle loro debolezze e li conduce pian piano verso la follia.

Grazie ad uno stile di scrittura perfetto il lettore viene imprigionato in un crescendo di tensione, che aumenta pagina dopo pagina; il confine tra la realtà e la follia diventerà sempre più labile e sarà difficile comprendere dove finisce la prima ed inizia l’altra. Uno stile capace di trasmettere la stessa ansia a cui sono soggetti gli ospiti di Hill House,che unisce alla classicità delle storie di fantasmi un elemento di novità: l’impatto psicologico che mantiene viva l’attenzione. Un romanzo che si legge molto velocemente e che permette di cogliere man mano le sfumature della trama e contemporaneamente i cambiamenti della psiche dei vari ospiti: è la casa che ha le redini di tutto, come un abile burattinaio conduce gli ospiti nella direzione prescelta.

Un finale aperto, che lascia molto spazio all’immaginazione del lettore ed alla sua interpretazione.

✪✪✪✫✫


Romanzi di Shirley Jackson

  • Lizzie, 2014
  • L’incubo di Hill House, 2004
  • Così dolce, così innocente, 1990
  • Abbiamo sempre vissuto nel castello, 2009

2 pensieri riguardo “Recensione “L’incubo di Hill House” – Shirley Jackson”

  1. Se ti è piaciuto il genere dovresti leggere anche “La casa d’inferno” di Richard Matheson, leggendo la tua bella recensione ho trovato davvero molte similitudini. Hill House è sulla mia lista, aquesto punto devo proprio recuperalro…

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