Recensione “Un’estate da ragazzi” – Richard Cox

 

TRAMA: Nel 1979 un terribile tornado devasta la città di Wichita Falls, in Texas. Molti morti, moltissimi senzatetto e un bambino di nove anni che lotta per riemergere dal coma. Il suo nome è Todd Willis e quando quattro anni dopo si risveglia, trova ad attenderlo un mondo diverso, simile a quello vissuto prima del tornado ma inquietante in un modo che non riesce a spiegarsi. La nuova vita di Todd diventa una lotta per separare i fatti dalla fantasia, il sonno dalle allucinazioni. Gli amici che conosce nel 1983, affascinati e incantati dalla sua esperienza, sono allo stesso tempo spaventati dal suo complesso rapporto con la realtà. “Un’estate da ragazzi” è la storia di cinque amici che diventano inseparabili fino all’estate cruciale in cui ognuno di loro scopre il senso dell’amore, la ferocia del tradimento e tutti insieme condividono un segreto che giurano di seppellire per sempre. Venticinque anni dopo, il buio riaggredisce Wichita Falls e i cinque amici devono tornare alle ferite del passato, ai mostri, ai tormenti, al timore di quell’estate lontana. Un thriller allucinato e metafisico. Un commovente romanzo di formazione.

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TITOLO: Un’estate da ragazzi
AUTORE: Richard Cox
EDITORE: Baldini + Castoldi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 Giugno 2017
PAGINE: 511


Recensione

Con oggi diamo il via ad un nuovo anno di recensioni su questo blog. E come iniziare al meglio questo nuovo anno? Con un piccolo flop di oltre 500 pagine! Ho concluso il primo libro dell’anno da qualche ora ma, purtroppo, non sono rimasta soddisfatta da quanto letto.

La storia che ci propone Richard Cox prende il via da un fatto realmente accaduto nel 1979 nella cittadina di Wichita Falls, nel Texas: un tornado dalla potenza devastante, travolge e distrugge la cittadina americana, causando morte e distruzione al suo passaggio. La vita di sei ragazzini (Bobby, Alicia, Jonathan, David, Adam e Todd) viene segnata inevitabilmente dal passaggio di questo tremendo tornado: ognuno di loro si ritrova a fare i conti con la perdita di un familiare o ad dover affrontare le ferite che il tornado ha causato su loro stessi. Il loro carattere, già segnato da un evento al di fuori della portata di qualsiasi bambino, verrà condizionato ancora di più dal comportamento dei proprio genitori, scossi da un evento così tanto devastante quanto difficile da superare. Con un salto temporale di ventinove anni, l’autore ci porta nel 2008, e ci ripresenta quegli stessi ragazzini ormai cresciuti, alle prese con la loro quotidianità che non presenta nessun elemento degno di essere raccontato. Attraverso continui salti avanti ed indietro nel tempo, conosceremo questi ragazzi/adulti e scopriremo come il passato sia tornato a bussare dopo tanti anni alle loro porte e a chiedere una sorta di risarcimento, a mettere la parola fine a tutto quello che era rimasto in sospeso nel 1979.

Se da un lato questo continuo andare avanti ed indietro nel tempo permette al lettore di osservare i protagonisti durante le loro fasi di vita e di crescita, dando modo di comprendere al meglio l’evoluzione dei loro rapporti interpersonali, le loro fragilità, le loro paure ed i loro sogni, allo stesso tempo questo doppio piano temporale della narrazione crea una difficoltà nella comprensione della lettura stessa; i vari avvenimenti del passato sono inseriti in maniera frammentaria nel racconto del presente e vengono interrotti senza una motivazione precisa per riprendere il racconto principale.

A questo si aggiunge una moltitudine di personaggi, tutti con un ruolo attivo all’interno del romanzo, che rendono difficoltosa la comprensione dell’intera storia, soprattutto nelle sue fasi iniziali. Nonostante i personaggi siano ben tratteggiati, non sono facilmente riconoscibili, mancano quasi di spessore; troppi nomi da ricordare, troppe situazioni differenti da tenere a mente, troppi pensieri ed avvenimenti del passato da associare ai personaggi del presente. Ammetto di aver impiegato più di 150 pagine prima di riuscire a collocare tutti i personaggi al loro posto all’interno della storia e questo ha fatto sì che il mio interesse iniziale mano a mano scemasse sempre di più.

L’idea generale del romanzo l’ho apprezzata ma credo che il suo sviluppo narrativo, se si vogliono tirare le somme, non sia stato proprio esaustivo. Un romanzo così corposo (cinquecento pagine non sono pochine) dovrebbe essere ben calibrato altrimenti si corre il rischio, come in questo caso, di annoiare il lettore perché non comprende quello che sta accadendo all’interno delle pagine.

Molti sono i riferimenti, quasi una sorta di omaggio letterario nei confronti dello scrittore del Maine, Stephen King: il genio dell’horror viene citato più volte all’interno del romanzo e molti avvenimenti che accadono in Un’estate da ragazzi si ispirano a lui ed ai suoi libri, anche se rischiano di essere più che un omaggio all’autore quasi un plagio mal riuscito.

Quello che salva il romanzo dal baratro e dalla mia bocciatura totale è la scrittura dell’autore; nonostante tutti i suoi difetti il libro risulta ben scritto ed è molto scorrevole.

A me non resta altro da fare che mettere una pietra sopra su questo primo libro dell’anno e passare ad un nuova lettura.

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Romanzi di Richard Cox

  • Un’estate da ragazzi, 2017

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