Recensione “Il metodo del coccodrillo” – Maurizio De Giovanni

 

TRAMA: Un killer freddo e metodico sta seminando il panico in città. Lo chiamano il Coccodrillo. Come il rettile sa aspettare la preda e colpirla al momento giusto, e dopo aver ucciso piange, o almeno cosí sembra. Delle indagini finirà con l’occuparsi, quasi per caso e con disappunto dei superiori, un ispettore siciliano trasferito da Agrigento per punizione. Un pentito lo ha accusato di collaborare con la mafia e lui ha perso ogni cosa: il lavoro, la moglie, la figlia. Il suo nome è Giuseppe Lojacono e sorprenderà tutti, tranne il giovane magistrato Laura Piras, donna brusca e appassionata che crede in lui da subito. I due avranno modo di incontrarsi di nuovo: a Pizzofalcone.

Se volete acquistare il libro potete farlo da QUI

TITOLO: Il metodo del coccodrillo
AUTORE: Maurizio De Giovanni
EDITORE: Einaudi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 Febbraio 2016
PAGINE: 300


Recensione

Il mese di gennaio si sta rivelando per la sottoscritta, il mese con il quale sto entrando in contatto con tanti nuovi personaggi, facenti parti di differenti serie letterarie. Qualche giorno fa ho fatto la conoscenza del vicequestore Rocco Schiavone di Manzini, ed oggi mi ritrovo a parlarvi dell’ispettore Lojacono. Era già da un bel po’ di tempo che avevo la voglia e l‘intenzione di iniziare a leggere la serie dei Bastardi di Pizzofalcone ma, come spesso accade, mi sono ritrovata a rimandarne la lettura fino ad oggi.

Il metodo del coccodrillo è il primo romanzo della serie che vede come protagonista per l’appunto l’ispettore Lojacono: origini siciliane, trasferito a Napoli, esiliato direi, dopo una ritorsione da parte di un pentito che lo ha accusato di collaborare con la mafia. Nella città partenopea si ritrova, suo malgrado, a fare i conti con una serie di omicidi che vedono come vittime dei giovani ragazzi che non sembrano avere nulla in comune.

Una trama avvincente, ricca di supposizioni e sicuramente molto coinvolgente: bastano pochi capitoli per rimanere immersi completamente nella lettura e ritrovarsi a finire il libro in poco più di due giorni. Lo stile dell’autore contribuisce a rendere questo primo romanzo davvero imperdibile. Una narrazione descrittiva al punto giusto che non sfocia mai nel prolisso. Un romanzo che scorre grazie anche alla brevità dei capitoli, che mantengono alta e viva l’attenzione. L’autore scrive magistralmente e già solo la sua scrittura fa sì che il romanzo rientri nella serie dei libri imperdibili da leggere ad ogni costo.

Questo inoltre è uno di quei romanzi capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino a poche pagine dalla fine. Un libro di quelli che possono tranquillamente essere definiti amari, dove la luce e la speranza è davvero molto poca, ridotta ai minimi termini; con un finale assai crudo e duro, molto difficile da digerire, e che lascia il lettore con un senso di rabbia addosso.

Due sono le voci narranti: da un lato abbiamo il punto di vista dell’ispettore e dall’altro quello del serial killer. Due antagonisti, due voci distanti, che insieme costituiscono l’intreccio perfetto di questo romanzo. Grazie a questa narrazione alternata, ma sempre in prima persona, il lettore ha modo di scavare a fondo nella psicologia dei personaggi. Quello che ci si trova davanti non è un semplice giallo, ma un romanzo dove l’introspezione ha un ruolo dominante. I personaggi ci parlano d’amore, ma anche di un odio molto radicato, di sofferenza e di un senso di rinascita a volte difficile da comprendere. Il personaggio dell’ispettore Lojacono è uno di quei personaggi ancora tutti da  scoprire con il seguito della serie: sono poche le informazioni che ci vengono date: il suo passato rimane, per il lettore, molto sfocato e del presente possiamo solo ammirarlo all’opera, mentre risolve il caso un’intuizione dopo l’altra. Un personaggio davvero molto complesso, ma che intriga e suscita una forte curiosità.

La scelta di ambientare questa storia a Napoli rende il tutto più interessante; una città che inizialmente appare solo come un semplice sfondo sul quale si muovono i personaggi, con il passare dei capitoli diventa invece parte integrante della storia stessa: respira e soffre insieme ai genitori delle vittime. L’autore ci mostra sapientemente i mille volti di questa città, raccontandoci quello che accade nei quartieri della Napoli benestante, ma anche conducendoci per mano nei quartieri meno noti, quelli più malfamati, che vorresti non dover percorre mai. La città di Napoli diventa essa stessa una spettatrice del male che viene compiuto, sia nel presente che nel passato e, per il lettore è difficile non sentire il suo urlo silenzioso, come di una madre che perde i propri figli uno dopo l’altro.

Un romanzo che mi ha lasciato con un senso di rabbia, ma anche con un forte curiosità nei confronti dell’ispettore Lojacono: tanta è la voglia di scoprire qualcosa di più sul suo passato e vederlo nuovamente coinvolto in una nuova indagine.

✪✪✪✪


Romanzi di Maurizio De Giovanni (I bastardi di Pizzofalcone)

  • Il metodo del coccodrillo, 2012
  • I bastardi di Pizzofalcone, 2013
  • Buio per i bastardi di Pizzofalcone, 2013
  • Gelo per i bastardi di Pizzofalcone, 2014
  • Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone, 2015
  • Pane per i bastardi di Pizzofalcone, 2016
  • Vita quotidiana per i bastardi di Pizzofalcone, 2017
  • Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone, 2017
  • Vuoto per i bastardi di Pizzofalcone, 2018

2 pensieri riguardo “Recensione “Il metodo del coccodrillo” – Maurizio De Giovanni”

  1. Stavolta faccio il bastian contrario e ti dico che, pur amando molto questa serie (ve l’abbiamo rifilata noi Ciambelle, non potrebbe essere altrimenti!), sono ferma al quarto romanzo e riesco ad andare avanti. E il motivo è che de Giovanni, a differenza di Manzini, lascio poco spazio ai suoi personaggi che, nei romanzi successivi, cominciano ad apparire quasi statici; mentre il tanto amato Schiavone rimane un punto cardine dei libri di Manzini. Ma mi dirai più avanti, ne sono sicura, se anche tu avrai questa sensazione!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...