Recensione “Come fermare il tempo” – Matt Haig

come fermare il tempo

 

TRAMA: Pensate a un uomo che dimostra quarant’anni, ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Un uomo che insegna storia nella Londra dei giorni nostri, ma che in realtà ha già vissuto decine di vite in luoghi e tempi diversi. Tom ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ciò potrebbe sembrare una fortuna… ma è una maledizione. Cosa succederebbe infatti se le persone che amate invecchiassero normalmente mentre voi rimanete sempre gli stessi? Sareste costretti a perdere i vostri affetti, a nascondervi e cambiare continuamente identità per cercare il vostro posto nel mondo e sfuggire ai pericoli che la vostra condizione comporta. Così Tom, portandosi dietro questo oscuro segreto, attraversa i secoli dall’Inghilterra elisabettiana alla Parigi dell’età del jazz, da New York ai mari del Sud, vivendo tante vite ma sognandone una normale. Oggi Tom ha una buona copertura: insegna ai ragazzi di una scuola, raccontando di guerre e cacce alle streghe e fingendo di non averle vissute in prima persona. Tom deve a ogni costo difendere l’equilibrio che si è faticosamente costruito. E sa che c’è una cosa che non deve assolutamente fare: innamorarsi. 

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TITOLO: Come fermare il tempo
AUTORE: Matt Haig
EDITORE: e/o
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 Agosto 2018
PAGINE: 315


Recensione

<<La prima regola è non innamorarsi >> disse <<ce ne sono altre, ma questa è la principale. Non innamorarsi. Non amare. Non sognare l’amore. Se tieni fede a questa regola, andrà tutto bene.”

Quando mi sono seduta davanti alla scrivania per scrivere la recensione di questo romanzo mi sono ritrovata sostanzialmente con una miriade di emozioni e pensieri per la testa ed un enorme foglio bianco davanti a me. Non sapevo proprio da che punto iniziare per parlarvi di questo romanzo e racchiudere in frasi di senso compiuto tutto quello che mi frullava per la testa. Il motivo? La risposta è molto semplice: non mi aspettavo un romanzo così carico, intenso e ricco di emozioni e riflessioni. Diciamo che la sottoscritta ha preso in mano questo libro un po’ sottogamba ed è stata colpita in pieno volto dal mix di emozioni che la penna di Haig è riuscita a scatenare.

Come fermare il tempo ci racconta la storia di Tom, un uomo che all’apparenza dimostra una quarantina d’anni ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Tom soffre di una particolare patologia, l’anageria, che lo fa invecchiare molto più lentamente rispetto alle persone normali. Un suo anno di vita corrisponde a quindici anni di una persona comune. Costretto a spostarsi ed ad assumere una nuova identità ogni otto anni per non destare sospetti, lo incontriamo nel presente, a Londra, nei panni di un brillante insegnante di storia.

Il primo pensiero che sorge nella mente nel momento in cui si fa lo conoscenza di Tom è quello di pensare (erronamente) che lui sia una persona estremamente fortunata. Grazie alla sua patologia può vivere praticamente un secolo. Quante cose si potrebbero fare in un lasso di tempo così lungo? Quanti posti si riuscirebbero a visitare nell’arco della vita? Quanti libri riuscirebbe a leggere la sottoscritta se avesse a disposizione quasi mille anni? Questa utopia del vivere in eterno viene smontata come un castello di carta dopo aver conosciuto Tom.

Tom non è felice. L’autore ce lo presenta probabilmente nel periodo più brutto per la sua esistenza. Si sente vecchio, non ha più alcuna ragione di svegliarsi la mattina e continuare la sua vita. Ogni giorno per lui scorre uguale al precedente e sa che ce ne saranno altri cento o mille uguali; trova davvero difficile riuscire a scovare delle ragioni per rimanere al mondo. Il suo presente è quasi privo di significato, le sue giornate sono prive di valore e non si scorge nessun obiettivo per il suo futuro. Quando sei costretto a vivere per così tanto tempo, la prima cosa da fare è smettere di legarsi a qualcuno. Se ti affezioni, se ti innamori, se vivi le tue emozioni al cento per cento, dovrai sempre tener conto che con lo scorrere del tempo vedrai andar via tutte le persone che ami. Per questo Tom ha deciso di chiudere il suo cuore e di vivere passivamente ogni suo singolo giorno. L’unica flebile speranza alla quale si aggrappa con tutte le sue forze, è quella di ritrovare sua figlia Marion, affetta dalla sua stessa patologia.

La narrazione alterna capitoli ambientati nel presente a flashback. I primi ci permettono di scoprire la vita attuale di Tom ed il suo senso di nostalgia che lo accompagna come un peso sulle spalle che si fa giorno dopo giorno sempre più pesante. Attraverso i flashback invece scopriamo, un pezzetto alla volta, il passato del protagonista ed i motivi che lo hanno portato a rinunciare ad esporsi a qualsiasi tipo di legame con le altre persone. L’idea dei flashback l’ho particolarmente apprezzata principalmente per due motivi: da un lato scoprire il passato di Tom e rivivere insieme a lui i momenti della sua vita nei quali è stato felice, permette al lettore di smorzare un po’ il senso di profonda tristezza che si percepisce nella vita attuale di Tom. A questo si aggiunge l’interazione del protagonista con personaggi del calibro di Shakespeare, che mi hanno fatto sognare un po’.

Grazie alla figura di Tom, l’autore ci porta ad affrontare un importante riflessione sul senso e sul valore che diamo al tempo. Ci ritroviamo troppo spesso a focalizzarci esclusivamente sul passato, e questo fa sì che non si apprezzi pienamente il presente. Il tempo a nostra disposizione è relativamente poco ed il consiglio che Haig ci lascia con questo romanzo, è quello di vivere il nostro presente con uno sguardo fiducioso verso il futuro.

Un romanzo originale, che scorre molto velocemente nonostante un inizio abbastanza lento. Uno stile di scrittura che cattura, grazie a capitoli brevi e all’alternanza di presente e passato. Unica pecca? Probabilmente il finale. Dopo essermi immersa in oltre 400 anni di storia, ho trovato la conclusione troppo frettolosa: succede tutto nelle ultime pagine e si nota questa sorta di fretta nel concludere. Avrei preferito che si mantenesse lo stesso ritmo anche nel finale, magari dando delle risposte più approfondite a certi interrogativi che sono sorti durante la lettura. A parte questo resta un buon romanzo da leggere.

✪✪✪✪✫


Romanzi di Matt Haig

  • Il patto dei labrador, 2009
  • Il club dei padri estinti, 2008
  • la foresta d’ombra, 2007
  • La famiglia Radley, 2010
  • Gli umani, 2013
  • Essere un gatto, 2013
  • Ragioni per continuare a vivere, 2015
  • Un bambino chiamato Natale, 2016
  • La bambina che salvò il Natale, 2017
  • Come fermare il tempo, 2018
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