Recensione “Il metodo della fenice” – Antonio Fusco

 

TRAMA: Novembre, il mese dei morti e della pioggia. Una telefonata anonima sveglia la centrale di Valdenza alle prime luci dell’alba. Il commissario Casabona, che per via di uno scontro con sua moglie da un paio di giorni dorme in questura, è il primo a precipitarsi sul posto: sotto il vecchio ponte di Campanelle, ai confini del bosco dove vive appartata la misteriosa comunità degli Elfi, viene rinvenuto il corpo di una giovane donna, nudo e parzialmente carbonizzato. Un compito facile per la Scientifica, perché nelle vicinanze emergono subito indizi utili all’indagine. Troppi e troppo in fretta, pensa Casabona. Tanto più che il presunto colpevole viene trovato di lì a poco: in fondo al lago, al volante della sua auto; annegato in seguito a quello che risulta un banale incidente. Ma Casabona non ci sta: il suo istinto gli dice che dietro la storia delle due vittime – lei entraîneuse in un night club, lui pornoattore di fama locale – si nasconde qualcosa di molto più torbido. Qualcuno sta cercando di insabbiare verità scomode che premono per venire alla luce. E qualcuno vuole vedere il fuoco della vendetta ardere sino in fondo, perché è solo dalle ceneri che si rinasce a nuova vita. Per sciogliere il mistero, Casabona dovrà affondare le mani nel ventre molle della provincia italiana, dove l’unica cosa che conta è l’apparenza, eppure niente è come appare. Un’esperienza così sconvolgente e accecante da indurlo a dubitare persino dei suoi affetti più cari.

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TITOLO: Il metodo della fenice
AUTORE: Antonio Fusco
EDITORE: Giunti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 Giugno 2016
PAGINE: 240


Recensione

Siamo ormai giunti alla terza indagine che vede come protagonista il commissario Tommaso Casabona, un personaggio che continua a sorprendermi ed una serie che mi coinvolge romanzo dopo romanzo.

Nella provincia toscana di Valdenza ne capitano di tutti i colori. Questa volta il commissario Casabona sembra essere alle prese con un caso abbastanza facile da risolvere: sotto il ponte di Campanelle viene ritrovato il cadavere di una donna, nudo e parzialmente carbonizzato. Sulla scena del crimine vengono individuati molti indizi in grado di incastrare quasi subito il colpevole. Ma, le risoluzioni dei casi così semplici, non convincono completamente Casabona e la realtà dei fatti sarà molto più difficile da scovare.

Nuovo caso per il commissario, nuova occasione per noi lettori di affiancarci a lui nel seguito delle indagini. Come per i romanzi precedenti anche ne Il metodo della fenice possiamo apprezzare un noir davvero ben costruito, con un trama dall’intreccio complesso e coinvolgente che rapisce il lettore e lo costringe a divorare la lettura in pochissimo tempo. Non mancano le intuizioni e gli innumerevoli colpi di scena, che arricchiscono e infittiscono il racconto. Da una soluzione quasi banale e scontata del caso ci si ritrova a scavare molto più a fondo, a smuovere delle realtà italiane dove determinate figure cercano di insabbiare delle verità scomode.

Una scrittura, quella di Fusco, che non necessita di tecnicismi per essere apprezzata: la lettura scorre veloce e non viene mai appesantita da descrizioni che potrebbero rallentare il ritmo o smorzare l’attenzione del lettore. Una scrittura dove si padroneggia in maniera egregia il campo nel quale ci si immerge. Dalla lettura di questo romanzo si nota la perfetta conoscenza e padronanza dell’autore dell’ambiente poliziesco ed investigativo, che rendono il racconto completo e avvincente.

Il bello dei romanzi che vedono come protagonista il commissario è quello di trovarsi di fronte a delle letture piacevoli proprio per la presenza di quest’ultimo. Mano a mano che andiamo avanti a leggere le vicende che coinvolgono Casabona lo apprezziamo nel suo ambito lavorativo: sempre efficiente e dotato di intuizioni geniali. Ma Casabona lo si apprezza soprattutto per quel suo lato umano, quello che lo avvicina a noi e lo fa scendere dal piedistallo degli eroi per renderlo semplicemente un uomo, con le sue fragilità e le sue insicurezze. Casabona lo conosciamo non solo nel suo ambito lavorativo, ma lo seguiamo anche in un difficile momento con Francesca; e verrebbe davvero voglia di stare accanto a lui, di offrirgli il nostro aiuto, per quanto possibile.

Una lettura che mi ha entusiasmato, mi ha coinvolto e mi ha fatto ritrovare personaggi che avevo apprezzato già nei due libri precedenti. In libri come questi è difficile non creare un legame con i personaggi e rimanere indifferenti di fronte alle loro gioie ed alle loro sofferenze. Ed ora che ho concluso questo libro posso andare a recuperare il quarto romanzo della serie in attesa che esca il quinto.

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Romanzi di Antonio Fusco (le indagini del commissario Casabona)

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