Recensione “Il respiro delle anime” – Gigi Paoli

 

TRAMA: È una torrida mattinata di luglio, le scuole sono ormai chiuse e sulle strade semideserte di Firenze e dintorni è calato un silenzio irreale, ma Carlo Alberto Marchi, tenace cronista e instancabile padre-single, continua inesorabilmente a svegliarsi alle sette e dieci. Non resta che mettersi in viaggio verso “Gotham City”, l’avveniristico Palazzo di Giustizia nella periferia della città – nonché uno dei dieci edifici più brutti del mondo secondo svariate classifiche – e andare a caccia di notizie sull’allarmante ondata di morti per overdose che negli ultimi mesi ha colpito la città. Un’inchiesta con cui il direttore del “Nuovo Giornale” sta marcando stretti il reporter e il suo collega, “l’Artista”, che con la loro tendenza all’insubordinazione non godono certo delle sue simpatie… Ma a scombinare l’agenda di Marchi arriva una notizia che gli fa subito drizzare le antenne: nella notte, a pochi passi da Gotham, un ciclista è stato ucciso da un’auto pirata scomparsa nel nulla. Un banale incidente? Solo all’apparenza. Perché se si aggiunge che la vittima era il dirigente americano di una nota azienda farmaceutica, e che solo pochi giorni prima era rimasto coinvolto in una retata in un ambiguo locale del centro, il caso si fa piuttosto interessante. Molte e intricate sono le piste che si aprono davanti alle forze dell’ordine e a chiunque abbia voglia di vederci chiaro: una lugubre villa dalle finestre murate, un misterioso iPhone placcato d’oro, un barbone che forse dice la verità, un pericoloso boss della malavita… Marchi si troverà alle prese con l’inchiesta più complessa, torbida e inquietante della sua carriera.

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TITOLO: Il respiro delle anime
AUTORE: Gigi Paoli
EDITORE: Giunti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 Giugno 2017
PAGINE: 416


Recensione

Idiota.

Carlo Alberto Marchi sei un idiota.

Ti aspetta una giornata infernale, un’inchiesta incasinata che il tuo capo ti ha ordinato di fare per oggi su richiesta del direttore e tu che fai?

Cazzeggi nella Terra di Mezzo.

Come se tutta la tua vita non fosse già una transumanza nella Terra di Mezzo e tu, idiota, il caprone sacrificale.”

È sempre bello tornare a Gotham… No tranquilli, Batman e tutto il mondo dei supereroi non c’entrano molto con questo romanzo. Mi riferisco al nome affettuoso con il quale il giornalista di cronaca giudiziaria, Carlo Alberto Marchi, si riferisce quando pensa al Palazzo di giustizia, una struttura futuristica nel quartiere Novoli di Firenze, la sua seconda casa. Dopo il suo esordio con Il rumore della pioggia, torna in tutto il suo splendore il giornalista Marchi, alle prese con una doppia inchiesta che vi terrà incollati alle pagine del libro dall’inizio alla fine.

Firenze, quartiere Novoli. L’estate è una tortura per il corpo e per la mente di ogni essere umano e lavorare con il caldo è una sofferenza indescrivibile. Ma quando le vacanze sono ancora un miraggio lontano, bisogna armarsi di tanta pazienza e una dose di coraggio per affrontare le lunghe giornate di lavoro. E anche il giornalista Marchi non è esente da questa incombenza. Da un paio di mesi continuano a morire misteriosamente per presunta overdose tanti giovani di Firenze; ad aggiungere carne sul fuoco arriva la notizia della morte di un ciclista a pochi passi dal Palazzo di giustizia: investito da un auto pirata poi scomparsa nel nulla. Un banale incidente o sotto questa morte si nasconde qualcosa di molto più grande? Carlo Alberto Marchi questa volta si troverà a fare i conti con un’inchiesta davvero complessa e ricca di tanti interrogati e segreti da svelare.

Secondo episodio con protagonista il giornalista Marchi, seconda volta che entro in contatto con il suo mondo e seconda volta che mi ritrovo ad iniziare un libro di Gigi Paoli ed essere costretta a finirlo in poco più di un giorno e mezzo, a causa dell’enorme curiosità che nasce nella lettura dei suoi romanzi. Un romanzo dalla trama davvero elaborata e ben strutturata, capace di tessere fila e fila di intrecci senza destabilizzare l’attenzione o la comprensione del lettore. Una narrazione davvero avvincente che non fa pesare la lunghezza del romanzo, sempre con la giusta dose di ironia capace di smorzare i momenti dove la tensione è palpabile. Una trama che, come nel precedente romanzo, si svolge a trecentosessanta gradi, mostrandoci le due inchieste su tutti i fronti possibili, dalle indagini della polizia, alla ricerca di informazioni del nostro giornalista, passando per i racconti dei testimoni o degli amici delle vittime. Un caso che viene analizzato sotto tutte le luci possibili, un romanzo arguto ma allo stesso tempo divertente.

L’autore continua a condurci passo passo, come aveva fatto nel primo romanzo, in una Firenze che potremmo definire non turistica, ci accompagna nelle zone di città meno note, ci fa visitare i quartieri meno conosciuti e ci accompagna per le strade che vivono i cittadini di Firenze. Un mondo tutto da scoprire, con occhi nuovi e con una guida davvero divertente come il nostro giornalista Marchi.

Prosegue e continua anche l’inchiesta sul mondo del giornalismo, un mondo che Paoli conosce molto bene e che mette al servizio di noi lettori. Ad ogni pagina scopriamo un tassello in più di tutto quello che si nasconde e si cela dietro alla carta stampata che ogni giorno troviamo nelle nostre edicole e che combatte sempre di più con l’era della notizia in formato digitale. Un insieme di retroscena che permettono di sentire un po’ più vicino questo mondo che altrimenti, rimarrebbe oscuro per tutti quelli che come la sottoscritta non lavorano in questo settore.

I personaggi all’interno di questo romanzo sono anche loro elementi imprescindibili per la riuscita di quest’opera; tutti i protagonisti, da quelli in primo piano fino ad arrivare alle semplici comparse sono tratteggiati con molta cura e si amalgamano perfettamente all’interno della trama. Carlo Alberto Marchi resta senza dubbio il personaggio maggiormente caratterizzato, alle prese con il lavoro dagli orari sempre imprevedibili, e con una figlia, Donata, con le prime avvisaglie dell’adolescenza. Leggere i passaggi dedicati al loro rapporto è sempre un qualcosa di piacevole: Marchi torna ad essere un uomo come tanti alle prese con i piccoli problemi della quotidianità, alla ricerca di quell’equilibro nel rapporto con la figlia che alle volte sembra essere appeso ad un filo sottilissimo. Essere padre non è facile, essere un padre-single è ancora più difficile, ma Marchi ci dimostra che tutto si può superare e alcune frasi che Donata rivolge a suo padre riempiono il suo cuore ed il nostro.

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Romanzi di Gigi Paoli (serie Carlo Alberto Marchi)

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