Recensione “Uno, nessuno e centomila” – Luigi Pirandello

 

TRAMA: Chi siamo veramente? E cosa accadrebbe se scoprissimo che gli altri hanno un’immagine di noi completamente diversa da quella che credevamo? E’ ciò che succede al ventottenne Vitangelo Moscarda, ricco erede di un banchiere, quando un commento distratto della moglie gli fa notare per la prima volta un difetto fisico che aveva sempre ignorato: il suo naso pende lievemente verso destra e lui non se ne era mai accorto. Un episodio banale che diventa ben presto un’ossessione, spingendolo a compiere gesti insensati per distruggere l’opinione che la gente si è fatta di lui. Dal rapporto con la moglie agli affari di famiglia, tutto viene travolto in un vortice di follia. Un capolavoro che dipinge in ogni sua sfaccettatura la crisi di identità dell’uomo novecentesco. Introduzione di Alberto Bertoni.

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TITOLO: Uno, nessuno e centomila
AUTORE: Luigi Pirandello
EDITORE: Demetra
DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 Gennaio 2016
PAGINE: 226


Recensione

Credo che siano passati più di quattro mesi dall’ultima volta che la sottoscritta si sia dedicata alla lettura ed alla successiva recensione di un classico della letteratura. Mi riprometto sempre di dedicare più tempo al recupero di quei romanzi che vengono considerati dei pilastri della letteratura, quei libri che bisognerebbe leggere almeno una volta nella vita ma che puntualmente, a causa delle nuove uscite, passano in secondo piano. Ma il 2019, tra le altre cose, è fatto anche di buoni propositi, quindi cercare di leggere qualche classico in più ricade nei miei buoni propositi per quest’anno.

Per questo mese ho scelto di intrattenermi con Pirandello e più precisamente con Uno, nessuno e centomila. Una lettura per certi versi non facile, ma capace di aprire la mente e far riflettere con la giusta dose di satira.

La vicenda raccontata prende il via da un semplice episodio, o sarebbe meglio dire da una semplice osservazione che la moglie di Vitangelo Moscarda fa nei confronti del naso del suo consorte: ingenuamente gli fa notare che il suo naso pende leggermente verso destra. Vitangelo, protagonista del romanzo, non si era mai accorto di avere questo difetto e, questa osservazione, lo porta a riflettere su come lui venga visto delle persone che lo circondano: l’immagine che gli altri hanno di lui non è la stessa immagine che lui si è figurato di se stesso.

Vitangelo Moscarda, protagonista e voce narrante del romanzo, ci conduce attraverso un viaggio introspettivo sulla presa di coscienza di sé e di come appariamo di fronte agli occhi degli altri. Una riflessione, la sua, che lo condurrà inevitabilmente verso la pazzia, ma che è in grado di dimostrare come all’interno di una stessa persona ci sia una forma di sdoppiamento che porta il singolo ad estraniarsi da se stesso e ad apparire in molteplici versioni, ognuna frutto dell’immagine che l’altro ha di noi stessi. Un personaggio complesso, ma capace di far valere le sue idee anche a costo di apparire matto. 

Pirandello ha messo un scena un’opera non facile, dove vengono messe in scena tutte le categorie cognitive e psichiche, dove il raziocinio viene analizzato e superato, in alcuni passaggi da una visione più onirica del mondo. Alcune riflessioni vengono portate all’estremo ma servono per comprendere appieno il pensiero dell’autore.

Uno, nessuno e centomila è strutturato in otto libri, a loro volta suddivisi in altrettanti sottocapitoli, molto brevi e non sempre auto conclusivi. La brevità dei capitoli permette di avere una narrazione molto scorrevole e veloce; inoltre i paragrafi, essendo collegati l’uno con l’altro, permettono di seguire meglio il flusso di coscienza che Moscarda vuole mostrarci. Un viaggio all’interno della sua psiche sicuramente non facile, ma reso più comprensibile ed alla mano attraverso questa struttura narrativa. A questo si aggiunge anche una forte vena satirica ed umoristica, tipica del tempo che alleggerisce la lettura e la rende più piacevole, nonostante i temi trattati non possono essere annoverati tra i più semplici.

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