Recensione “Il magico pane dei fratelli Mazg” – Robin Sloan

 

TRAMA: Lois Clary è ingegnere informatico alla General Dexterity, un’azienda di San Francisco specializzata in robotica con l’ambizione di cambiare il mondo. Lois programma tutto il giorno e di notte crolla addormentata: l’unico rapporto umano che riesce a intrattenere è con i fratelli Mazg, proprietari della bottega all’angolo di casa sua e dispensatori della migliore zuppa piccante e del miglior pane del mondo. Ma un brutto giorno accade il disastro: per problemi di visto i fratelli devono chiudere in fretta e furia l’attività e lasciare gli States. Non prima, però, di aver eseguito un’ultima consegna a domicilio per Lois: contiene il loro tesoro, la pasta madre con cui fanno il pane. Sta a Lois mantenerla viva, così le spiegano, nutrirla, farle ascoltare buona musica e imparare a farci il pane. Lois non è una fornaia, ma troverà una preziosa alleata nell’esigente colonia di microrganismi con cui da adesso condivide l’appartamento: ben presto, non solo riuscirà a fare il pane per sé, ma anche per tutta la mensa-ristorante della General Dexterity. E quando la chef del ristorante la convince ad andare a vendere il pane al rinomatissimo mercato del Ferry Building, un nuovo mondo si spalanca davanti agli occhi di Lois, spingendola a considerare l’idea di unire la sua nuova passione alle competenze nel programmare robot. Si prospetta un affare milionario, che fa gola a molti nell’ambito dell’industria alimentare, le cui ambizioni, però, non è affatto detto che coincidano con l’aspirazione di Lois a trovare un lavoro che la renda felice…

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TITOLO: Il magico pane dei fratelli Mazg
AUTORE: Robin Sloan
EDITORE: Corbaccio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Ottobre 2017
PAGINE: 237


Recensione

Il mese di Marzo inizia con una lettura che non è riuscita a soddisfarmi completamente. Ammetto di essermi avvicinata a questo romanzo senza avere nessuna conoscenza dell’autore, spinta principalmente dalla trama che mi incuriosiva parecchio che dal resto e questo probabilmente ha fatto sì che il romanzo si discostaste dalle mie aspettative. Ma procediamo con calma.

In un futuro prossimo Lois Clay è la protagonista di questa storia. Ingegnere informatico, lavora presso un’azienda molto sviluppata ed all’avanguardia che cerca di realizzare dei bracci meccanici (dei robot) in grado di affiancare (per poi sostituire) il lavoro manuale di ogni essere umano, dai grandi lavori alle piccole mansioni quotidiane come cucinare. Lois è una donna completamente immersa nel suo lavoro, senza una vita sociale degna di nota ne famiglia, ne amici con i quali passare il tempo libero. Una sera, di rientro dal lavoro, scopre l’esistenza di un nuovo ristorante con consegna a domicilio, il ristorante di fratelli Mazg. Il loro menù è composto da pochi piatti, tutti speziati e accompagnati da un pane dal gusto strabiliante. Lois, in poco tempo, diviene una cliente fissa del ristorante e, giorno dopo giorno, tra di loro si instaura un rapporto di reciproca stima e fiducia, un appuntamento fisso al quale è impossibile rinunciare. Improvvisamente però, i giovani fratelli sono costretti a trasferirsi ma, prima di congedarsi definitivamente, decidono di donare a Lois parte del lievito madre con il quale producono giornalmente il loro pane, lo starter. Da questo momento la vita di Lois cambierà notevolmente, inizierà a improvvisarsi “panettiera” e, grazie alle sue conoscenze ingegneristiche, rivoluzionerà il metodo classico di fare il pane.

Quello che colpisce principalmente in questo romanzo è la capacità dell’autore nel riuscire ad unire la tradizione con la sempre più preponderante ascesa della tecnologia: un connubio tra tradizione e innovazione sotto forma di pagnotte di pane. I temi affrontati in questo romanzo sono principalmente due e vengono legati insieme all’interno della trama. Da un lato troviamo una velata denuncia nei confronti del progresso tecnologico. Quel progresso che tanto aiuta e tanto semplifica la vita delle persone, ma che allo stesso tempo è in grado di isolare completamente. Il progresso scientifico viene qui mostrato nel suo splendore, lasciando però un ampio spazio di riflessione al lettore, che può porsi delle effettive domande sull’utilità di tutta questa tecnologia e sulle effettive conseguenze che ciò comporta nella vita di tutti i giorni.

Altro tema collegato a questo progresso tecnologico è quello legato al cibo. Attraverso gli occhi ed i pensieri della protagonista scopriamo un mondo nel quale si è alla continua ricerca del cibo perfetto, dove l’alimentazione ed il tipo di nutrimento che siamo soliti conoscere, viene sempre più spesso integrato o addirittura sostituito con bevande gelatinose dal dubbio gusto o inserendo nella dieta insetti e rettili vari. Anche da questa tematica nasce una riflessione su quanto il progresso e la voglia di innovazione abbia portato ad una diminuzione del livello della qualità dell’alimentazione ed inesorabilmente della vita.

A queste tematiche, molto attuali ed interessanti si accompagna però una trama pressoché piatta, con poca azione: una storia che procede a rilento senza nessun evento rilevante capace di aumentare l’interesse di chi sta leggendo. Molte parti del libro sono dedicate alla descrizione delle nuove tecnologie od al funzionamento dei bracci meccanici che Lois adopera per preparare il pane. Descrizioni davvero molto attente e curate, ma che alla lunga stancano, soprattutto se non si è amanti del genere.

Parliamo un po’ dei personaggi e iniziamo dallo starter. Il lievito madre dei fratelli Mazg sembra avere una vita propria: va coccolato e accudito quotidianamente; un composto di acqua, farina e batteri che sembra avere una sua coscienza e particolari gusti musicali. Un personaggio che, pur essendo racchiuso all’interno di un contenitore, non mi ha trasmesso delle sensazioni positive. Mi ha destabilizzato abbastanza questa vitalità dello starter, la sua capacità cognitiva ed il suo imporsi su chi gli sta attorno.

Accanto allo starter troviamo Lois, una protagonista con poco spessore, un personaggio che esegue meccanicamente tutto quello che le viene chiesto di fare, come se fosse un automa. Un personaggio che non riesce ad emergere dalle pagine del libro,  e che ottiene un minimo di riscatto davanti ai miei occhi solo verso il finale, quando decide di prendere realmente in mano la sua vita e dissociarsi (a modo suo) dalla società che la circonda.

Un romanzo dalle tematiche attuali, con uno stile scorrevole e attento ad ogni singolo particolare, ma che non è riuscito ad appassionarmi a causa della lentezza della storia e per una protagonista con la quale non sono riuscita ad entrare in empatia.

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Romanzi di Robin Sloan

  • Il segreto della libreria sempre aperta, 2012
  • Il magico pane dei fratelli Mazg, 2017

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