Recensione “La leggenda del ragazzo che credeva nel mare” – Salvatore Basile

 

TRAMA: Quando si tuffa Marco si sente libero. Solo allora riesce a dimenticare gli anni trascorsi tra una famiglia affidataria e l’altra. Solo allora riesce a non pensare ai suoi genitori di cui non sa nulla, non fosse che per quella voglia a forma di stella marina che forse ha ereditato da loro. Ma ora Marco ha paura del mare. Dopo un tuffo da una scogliera si è ferito a una spalla e vede il suo sogno svanire. Perché ora non riesce più a fidarsi di quella distesa azzurra. Perché anche il mare lo ha tradito, come hanno sempre fatto tutti nella sua vita. Eppure c’è qualcuno pronto a dimostrargli che la rabbia e la rassegnazione non sono sentimenti giusti per un ragazzo. È Lara, la sua fisioterapista, che si affeziona a lui come nessuno ha mai fatto. Lara è la prima che lo ascolta senza giudicarlo. Per questo Marco accetta di andare con lei nel paesino dove è nata per guarire grazie al calore della sabbia e alla luce del sole. Un piccolo paesino sdraiato sulla costa dove si vive ancora seguendo il ritmo dettato dalla pesca per le vie che profumano di salsedine. Quello che Marco non sa è il vero motivo per cui Lara lo ha portato proprio lì. Perché ci sono segreti che non possono più essere nascosti. Perché per non temere più il mare deve scoprire chi è veramente. Solo allora potrà sporgersi da uno scoglio senza tremare, perché forse a tremare sarà solo il suo cuore, pronto davvero a volare.

TITOLO: La leggenda del ragazzo che credeva nel mare
AUTORE: Salvatore Basile
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 Maggio 2018
PAGINE: 258


Recensione

«Gli imprevisti, in quanto tali, non si annunciano mai, né ci sono davvero dei segnali nell’aria che possano aiutarci a prevenirli. Ci si sveglia al mattino convinti di avere una serie di impegni nel corso della giornata, mentre invece gli eventi stanno già macchinando per cambiare il corso della nostra vita, nel bene o nel male».

Marco è un giovane diciottenne a cui la vita ha regalato fino ad oggi solo sofferenza e abbandono. Orfano dalla nascita, ha passato la sua giovane esistenza da una famiglia affidataria all’altra, senza trovare un luogo da poter definire casa. Lavorando nella piscina della propria città conosce e si innamora della giovane Virginia, una tuffatrice tanto abile quanto bella. Per far colpo su di lei Marco arriverà a commettere un imprudenza che gli costerà caro e sarà costretto a sottoporsi a diverse sedute di fisioterapia per recuperare l’uso del braccio e delle gambe. In questo frangente avrà modo di conoscere Lara, la sua fisioterapista, la quale si legherà al ragazzo in maniera davvero speciale e che riuscirà mostrargli cosa vuol dire essere amato da qualcuno che tiene davvero a te.

I personaggi che l’autore ci presenta sono molto verosimili e portano con sé un bagaglio carico di sofferenza. Tutti hanno un motivo più che valido per scappare dalla vita, per arrendersi di fronte alle sue ingiustizie; quattro personaggi con quattro ferite diverse da dover rimarginare per poter tornare a sorridere. In Antonio, Lara, Marco e Virginia si scorge la comune sofferenza legata a ricordi dolorosi, rammarichi, scelte di vita sbagliate.  Tutti e quattro ci vengono presentati nel loro momento più buio e, durante la lettura se ne potrà apprezzare l’evoluzione. Pur essendo accomunati dalla sofferenza, ogni personaggio si contraddistingue per carattere e fisionomia: quattro personaggi nei quali si nascondono mille sfaccettature. Le loro vite si legano e si intrecciano: legami del passato si mescolano e riaffiorano nel presente, quattro storie che confluiscono in un unico epilogo. Tra tutti, i personaggi con i quali ho legato maggiormente sono stati Marco e Antonio. Da un lato abbiamo un figlio, un ragazzo come tanti che chiede solo un po’ di amore dal mondo. La sua sofferenza nel sentirsi fuori luogo è palpabile, a tratti molto commovente. La sua rabbia nel sentirsi rifiutato è una rabbia che vorremmo condividere con lui, per poter placare le sue pene. E dall’altra parte abbiamo Antonio, un uomo che ha deciso letteralmente di smettere di vivere dopo la perdita dell’amata moglie. Il loro rapporto era vitale, Milena era l’aria che faceva vivere Antonio, la sua linfa vitale. Venendo a mancare lei, tutto ha perso significato. 

A fare da cornice perfetta a questa storia ci pensa un’ambientazione carica di suggestione. Tutte la scene in cui compare il mare appaiono ricolme di magia e sentimenti, una poesia dove il mare scandisce i tempi e le emozioni delle persone, oltre ad essere culla della sofferenza dell’animo dei protagonisti. L’autore ci descrive Sarcola, il paese di origine di Lara, con una dovizia di particolari: suoni, colori, profumi circondano il lettore e lo immergono completamente nelle scene descritte; immagini talmente evocative da apparire quasi reali.

Quella che l’autore ci presenta è sostanzialmente una favola romantica dove i sentimenti regnano incontrastati e dove la certezza di un lieto fine è qualcosa di altamente probabile. Una storia che nasce con l’idea di dare speranza, di mostrare come anche nella situazioni più buie e drammatiche bisogna cercare sempre di trovare la strada giusta per arrivare al proprio happy ending. Anche se la vita reale, la maggior parte delle volte, non porta a delle soluzioni semplicistiche così come appaiono nel romanzo, quello che si apprezza di quest’opera è proprio il messaggio consolatorio che traspare dalle pagine. La voglia di non arrendersi, da dare voce ai propri sentimenti, di aprirsi agli altri e di donare amore gratuitamente.

L’opera risulta essere molto scorrevole, grazie ad un linguaggio molto semplice che porta il lettore ad immergersi in una lettura piacevole e molto efficace. Nonostante le molte descrizioni legate alla tematica della pesca o delle varie tecniche dei tuffi, non si cade mai nel prolisso o nel noioso. Tutto è calibrato con le giuste proporzioni e le stesse descrizioni arricchiscono il romanzo ed aumentano la curiosità del lettore, oltre a dare un quadro completo di quello che si sta leggendo. La scrittura dell’autore è molto delicata, capace di toccare le corde giuste; una scrittura evocativa in grado di trasmettere emozioni reali e di rendere vivi i luoghi ed i personaggi  descritti all’interno del libro. 

Un libro che ha saputo donarmi molte emozioni, con personaggi nitidi e ben delineati ai quali dispiacerà dire arrivederci una volta terminata l’ultima pagina del romanzo. 

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