Recensione “La scrittrice del mistero” – Alice Basso

 

TRAMA: Per Vani Sarca fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché le permette di restarsene chiusa in casa a scrivere, in compagnia dei suoi libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non prova grande simpatia. Ma soprattutto perché così può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di anticipare i loro pensieri, di ricreare il loro stile di scrittura. Una capacità intuitiva innata che fa molto comodo all’editore per cui Vani lavora. Lui sa che solo la sua ghostwriter d’eccezione è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori di thriller del mondo: perché Vani adora i padri del genere giallo, da Agatha Christie a Ian Fleming passando per Dashiell Hammett, e nessuno meglio di lei sa scrivere di misteri. Persino un commissario di polizia si è accorto delle sue doti e ha chiesto la sua collaborazione. E non uno qualsiasi, bensì Romeo Berganza, la copia vivente di Philip Marlowe: fascino da vendere, impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che Vani e Berganza investigano a braccetto. Ma tra un’indagine e l’altra qualcosa di più profondo sembra unirli: altrimenti Vani non saprebbe come spiegare i crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. E il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Superare l’astio che prova per lui e decidere di aiutarlo è difficile, ma Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che il caso può tessere trame più intricate del più fantasioso degli scrittori.

TITOLO: La scrittrice del mistero
AUTORE: Alice Basso
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 Aprile 2018
PAGINE: 303


Recensione

“Piacere alla gente non è esattemene il mio forte. D’altra parte, nemmeno il forte della gente sembra essere piacere a me”

Se mi dovessero chiedere un libro che appartiene alla mia comfort zone, probabilmente ( anzi quasi sicuramente), la mia scelta ricadrebbe su uno dei libri di Alice Basso, che vedono come protagonista la ghostwriter Vani Sarca. Non c’è molto da aggiungere: Vani è un personaggio unico e, ogni volta che inizio un libro che la vede protagonista, sono sicura che trascorrerò delle ore piacevoli in sua compagnia.

Siamo ormai giunti al quarto episodio della serie (e domani ahimè, uscirà il quinto ed ultimo romanzo a conclusione di questa meraviglia) e, questa volta, raccontarvi la trama in poche righe potrebbe rivelarsi un enorme, grande, unico ed immenso spoiler. Ma vediamo cosa riesco a dirvi, senza cadere in errore. Alla fine del terzo romanzo avevamo lasciato Vani davanti ad una svolta sostanziale della sua vita, della sua quotidianità e del suo equilibrio fisico e mentale ( avete letto il libro? per chi l’ha letto sa di cosa sto parlando…per tutti gli altri correte ai ripari, o meglio correte in libreria e mettetevi in pari!). Dicevamo… La Vani che ci troviamo di fronte è una Vani felice: nella sua sfera privata ha finalmente compiuto la sua scelta ed ora non le resta altro da fare che godersi questa sua nuova serenità. Il caso che la vede coinvolta come spalla del commissario Berganza in questo romanzo, la tocca da vicino, e non sarà facile per lei destreggiarsi in questi intrighi senza rimanerne coinvolta.

“Vorrei proprio sapere  perchè le fiabe, i romanzi, i film, non raccontino mai la vita dopo il lieto fine; cosa diavolo pensano, che sia Noiosa? Noiosa una sega. La vita dopo il lieto fine sta tentando di farmi fuori.”

Al di là della trama, che ogni volta si riconferma un mix perfetto di intrecci ed ironia, quello che continuo ad apprezzare davvero tanto di questa serie è Lei: Vani Sarca. Un personaggio che si è fatto amare ed apprezzare dal primo volume, nonostante il suo cinismo ed il suo odio (poco velato) nei confronti del genere umano. Ma diciamocelo, Vani ci piace proprio perchè è così: non vorremmo che cambiasse per nessuna ragione al mondo! Con il passare del tempo abbiamo imparato a conoscerla, a scoprire che sotto la sua corazza si nasconde un animo puro ed un cuore ricco di bontà. In questo episodio abbiamo modo di conoscerla maggiormente e di scavare un po’ di più nel suo passato e nella sua sfera privata. Vedere Vani sinceramente felice è qualcosa di nuovo per noi, oltre che per lei. Il personaggio che ci troviamo di fronte non è più un riccio chiuso, che tiene tutti a distanza; Vani è maturata e si è aperta, si è messa a nudo davanti a noi lettori. Scoprirla ed apprezzarla in questa nuova veste è davvero piacevole. Come era già capitato nei romanzi precedenti, abbiamo molti flashback sul suo passato che ci permettono di avere un quadro sempre più completo su di lei. Qui si è cercato di mettere in evidenza due caratteristiche di Vani: da una lato questa sua nuova “condizione” di felicità, che la porta ad esplorare un terreno completamente vergine. Dall’altra parte la vedremo alle prese con la sua famiglia, che fino ad oggi era rimasto sin disparte, in secondo piano.

Se il personaggio principale continua ad essere Top, i personaggi secondari non sono da meno, ma costituiscono la cornice perfetta al mondo di Vani. Non si può non adorare il commissario Berganza o la vicina di casa adolescente Morgana; entrare in empatia con loro è un gioco da ragazzi ed insieme agli altri, costituiscono la famiglia di Vani.

“La famiglia è quella che ti ritrovi fino quando non diventa quella che ti scegli”

Rispetto ai romanzi precedenti ho notato che il caso letterario, del quale Vani si occupa come ghostwriter, qui viene trattato in maniera più defilata, quasi sottotono; una scelta che ha portato l’autrice a dare maggiore spazio ad altri elementi, quali la vita privata e l’indagine poliziesca. Il bello proprio di questi romanzi è questo mix su tre piani che rende le trame ricche di contenuti e fanno sì che l’attenzione del lettore non cali mai.

Inutile dirvi che anche questa volta ho finito il romanzo in pochissimo tempo: sarebbe più corretto dirvi che l’ho divorato. Questo grazie anche alla scrittura dell’autrice, che scorre liscia, mantenendo sempre un ritmo sostenuto. L’ironia non manca e divertirsi in compagnia di Vani è qualcosa di scontato. Come sempre troviamo tra le pagine, diversi rimandi letterari, che a noi lettori si sa, fanno sempre piacere. Che altro posso dirvi? Vogliamo parlare, per quanto possibile, del finale di questo romanzo? Un finale che spiazza, che lascia molte porte aperte e che ti lascia con la voglia irrefrenabile di saperne di più. Per mia fortuna la mia attesa sarà di sole 24 ore, visto che domani uscirà l’ultimo (lacrimuccia che scende) romanzo, ma comunque la curiosità è davvero alle stelle.

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