Recensione “Le vite parallele” – Antonio Fusco

 

TRAMA: Mentre sulla cittadina toscana di Valdenza si addensa una coltre di nubi cariche di neve, il commissario Casabona, di passaggio in questura per sistemare le ultime cose, ha un unico pensiero: tornare quanto prima in ospedale a fianco della moglie Francesca, le cui condizioni di salute lo hanno spinto a chiedere un incarico meno impegnativo. Ma la sua determinazione sta per essere spazzata via da un caso che ha sconvolto i suoi uomini e l’intera provincia: una bambina di tre anni letteralmente svanita nel nulla; una madre in lacrime che, entrando nella cameretta dove l’ha lasciata la sera prima, trova il letto vuoto. Quando l’ispettore Proietti gli mostra la foto di Martina, con il suo caschetto biondo e lo sguardo limpido e fiducioso, Casabona riesce a stento a conservare la sua fermezza. Può davvero sottrarsi al grido di aiuto di quegli occhi e lasciare la sua squadra senza una guida? Ben presto i sospetti si concentrano su un balordo cocainomane da cui la madre ha ricevuto esplicite minacce, e con il quale intratteneva rapporti piuttosto torbidi. Una soluzione servita su un piatto d’argento, eppure qualcosa non quadra, e Casabona sente per istinto che la madre non è l’unica fra le persone vicine a Martina ad avere dei segreti. È il momento di prendere in pugno l’indagine e scavare molto più a fondo. Una ricerca che trascinerà Casabona in un mondo popolato di maschere e vite parallele, abilmente nascoste dalla facciata della pubblica virtù… Che cosa è successo alla piccola Martina? Qualcuno l’ha portata via, oppure è uscita da sola per poi smarrirsi nei boschi? E soprattutto: ha ancora senso, dopo tanti giorni, aggrapparsi alla speranza di ritrovarla viva?

TITOLO: Le vite parallele
AUTORE: Antonio Fusco
EDITORE: Giunti tascabile
DATA DI PUBBLICAZIONE: 02 Gennaio 2019
PAGINE: 224


Recensione

Siamo ormai giunti al quarto episodio della serie che vede come protagonista il commissario Tommaso Casabona, ed anche questa volta, quello che mi sono trovata di fronte è stata una certezza: con Casabona si è sicuri di cadere sempre in piedi!

Come di consueto è sempre bello tornare a Valdenza, immergersi nel paesaggio toscano e seguire il commissario Casabona in una nuova avventura che lo vede protagonista. Questa volta il caso da risolvere non è per niente facile: è scomparsa Martina, una bimba di appena tre anni. Casabona vorrebbe rinunciare al caso, per dedicarsi anima e corpo a Francesca, sua moglie, le cui condizioni di salute richiedono attenzioni. Ma il caso, e la sua squadra hanno bisogno di lui e, lasciar perdere l’indagine sembra quasi impossibile.

Anche questa volta l’autore non si è smentito: in poche pagine è riuscito a racchiudere un romanzo completo, un noir vecchio stampo ricco di sentimenti e colpi di scena. Oltre al giallo, che assorbe e cattura dalla prima all’ultima pagina, quello che si può apprezzare in Le vite parallele è l’attualità dei temi affrontati all’interno di questo romanzo: mai banali e per nulla scontati. Da un lato abbiamo il tema della scomparsa di una persona,  una vicenda che tocca ancora di più quando si viene a conoscenza che la sparizione coinvolge una bambina indifesa. Fusco ci da modo di toccare con mano questo tema, di affrontarlo a 360 gradi: dalla sofferenza e dall’ansia che attanagliano inevitabilmente i genitori, alla ricerca di riscontri e notizie che donino un barlume di speranza. A tutto questo si aggiunge la ruota mediatica, che preme per avere informazioni e mette sotto pressione le forze dell’ordine che cercano di far luce sul caso con i pochi mezzi che hanno a disposizione. Un’indagine ricca di intrecci e risvolti inaspettati, capace di essere davvero coinvolgente. 

Altro tema presente in questo romanzo è quello della malattia. Fino ad ora la famiglia del  commissario era rimasta in secondo piano rispetto all’indagine del momento, come se fungesse da sfondo all’intera vicenda. Soprattutto Francesca, la moglie del commissario, è sempre rimasta un personaggio secondario rispetto a tutto e tutti, come se fosse una semplice comparsa nella vita stessa del commissario. Ma adesso è proprio lei che richiede le attenzioni di Casabona, Affrontare un tema come quello della malattia non è mai facile, bisogna saper dosare le parole e avere la giusta dose di tatto; ed anche in questo lFusco è riuscito pienamente nel suo intento. Ha deciso di mostrarci al malattia con gli occhi non del malato, ma con quelli dei suoi familiari. Una sofferenza che coinvolge in prima persona chi ne è vittima ma che, allo stesso tempo, intacca anche il resto della famiglia. 

Il commissario Tommaso Casabona è uno di quei personaggi che si arricchiscono sempre di più mano a mano che si va avanti con la lettura dei romanzi che lo vedono protagonista. Abbiamo imparato a conoscerlo un poco per volta e, con quest’ultimo romanzo, altri tasselli sono andati ad aggiungersi alla caratterizzazione di un personaggio già completo. Il lettore non si stancherà minimamente nel seguirlo in questa nuova indagine che lo vede, suo malgrado, coinvolto. Casabona (per chi ha avuto la fortuna di leggere già i romanzi precedenti a questo) si sa, è un uomo pieno di difetti ma che, di fronte al dovere, non si tira mai indietro. Un uomo tanto bravo nel suo lavoro, capace di risolvere dei casi che agli occhi dei più potrebbero apparire impossibili, quanto fragile e complicato quando ci si immerge nella sua vita privata.

Le vite parallele è un romanzo che si legge tutto d’un fiato grazie ad una trama coinvolgente ma anche grazie ad una scrittura capace di tenere viva l’attenzione, in grado di regalare un bagaglio di emozioni nonostante la sua brevità. Il finale, per nulla scontato, ribalterà completamente tutte le vostre supposizioni; mi sa che ne devo fare ancora molta di strada prima di riuscire a risolvere i casi come il commissario! 

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